Loom

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Rubelli è lieta di presentare la mostra Loom di Marcela Cernadas appositamente concepita per Ca’ PisaniRubelli in collaborazione con la Galleria Michela Rizzo. In mostra una serie di opere formanoun’installazione ambientale attraverso la quale l’artista propone l’idea del tessere come figuraindissolubilmente unita ai continenti dove essa si svolge.

Nella scelta del titolo Loom vi si trova la sintesi che caratterizza le opere di Marcela Cernadas. Una parola in grado di suggerire le intenzioni poetiche e formali della proposta che consiste da un lato nell’intrecciare leopere d’arte all’architettura e dall’altro nel celebrare i tessuti come elementi fondamentali del progetto. Intenzioni plasmate anche nella scelta grafica dove nell’intreccio dei caratteri si rende riconoscibile uno sconfinamento delle forme e un’azione a modo di continuum – quella del tessere – nel simbolo stilizzatodell’infinito.

Le opere esposte compongono un’installazione ambientale che attraversa con grande leggerezza gli spazi della facciata, l’archivio storico e lo showroom. L’installazione “senza inizio né fine” allude alla ciclicità:un’altra costante nel lavoro dell’artista. Ricami, collages e frottages in mostra sono realizzati con tessuti accuratamente selezionati dalla nuova collezione Rubelli, che in quest’occasione provano a dare confini formali a una “costellazione di petali”: ora giardino, ora cielo, ora ghirlanda, ora cartigli – con parole di Cernadas.

La collaborazione tra l’azienda tessile Rubelli, la Galleria Michela Rizzo e l’artista Marcela Cernadas risale al long-term project Peneolpe: sodalizio raccolto nel recente saggio pubblicato a Madrid * che ripercorre le performances presentate nel Giardino della Galleria nell’autunno del 2016 e nella precedente sede veneziana della Rubelli nella primavera del 2017. Due occasioni dove il lino bianco – uno dei colori prediletti dall’artista – aveva una centralità indiscussa. Ora dalla purezza dei bianchi si spazia verso la leggerezza dei blu, dei glicini e degli azzurri, recentemente comparsi nella ricerca dell’artista e associati alla sua posizione “sull’effimero”, enunciata nel suo manifesto Ephemeral Manifesto – visibile anche in mostra.