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Galleria Michela Rizzo

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Aldo Runfola

Ingresso, installation view
Senza titolo, 2014, 65x65 cm
Prima Sala, Names_Installation view
Prima Sala, Names, Installation view
Nomi, pittura spray su cartone, 220 x 280 cm cad.
Nomi, pittura spray su cartone, 220 x 280 cm cad.
Senza titolo, 2017, 104 x 66 cad. pittura spray su cartone
Seconda sala, Ritratti. Installation view
FN, 2018. Ricamo a mano su lino, 200 x 150 cm
RS, 2017. Ricamo a mano su lino, 200 x 150 cm
GD, 2018. Ricamo a mano su lino, 200 x 150 cm
Sala superiore, Installation view
Senza titolo, 2018. Ricamo a mano su lino, 230x190
Dittico, 2018. Ricamo a mano su cotone, 192 x 114 cm cad.
Senza titolo, 2018. Ricamo a mano su lino, 230x190
Senza titolo, 2018. Ricamo a mano su lino (dettaglio)
Senza titolo, 2014, 90x90 cm

A cura di Matteo Bergamini.

Apre il 9 giugno la terza personale di Aldo Runfola (Palermo 1950, vive e lavora a Berlino) alla Galleria Michela Rizzo, dopo il solo show “Eventi” nel 2014 e “Welcome-Goodbye” nel 2004.

Aldo Runfola è uno dei più enigmatici artisti italiani, votato a una sparizione “personalistica” per una riappropriazione di un pensiero profondo, e critico, intorno all’opera d’arte.

La sua produzione è poetica nella misura dell’estetica: l’approccio alla costruzione del senso non è situato tanto nel visivo quanto nel gesto politico che permea ogni azione consapevole. Il lavoro di Runfola non è agito dall’impulso, né tantomeno è interpretabile sotto aspetti fashion o di “sciamanesimo” contemporaneo, ma indagando questi fenomeni da un’altra prospettiva assume una forza tagliente e marginale, decostruendo “ai lati”. Nulla è generalizzato o “visibile” nella produzione dell’artista, ma è necessario approcciarsi alle opere con uno sguardo disposto al pensiero di una forma dissolta, che si dà come enigmatica.

Nelle tre serie in mostra alla galleria Michela Rizzo, Macchie o Gocce, Nomi e Ritratti, le opere perdono il “problema” dell’autorialità partendo non tanto dalla comune produzione meccanica del lavoro, che ancora disturba la percezione popolare dell’arte, quanto in una sequenza di punctum - loghi, elenchi di nomi, macchie identiche l’una all’altra, appunto - elementi dell’ordine precostituito che circoscrivono un lembo di identità e allo stesso tempo lo eludono.

Sono simboli reiteratamente identici a se stessi, validi in ogni campo dell’esistenza, chiamati ad affermare un’appartenenza nel mondo, sia come singoli che nella collettività. Elementi che vengono interpretati da un personale potere immaginativo e culturale; sono “significanti” che in relazione agli oggetti veicolano ciò che De Saussure definisce il “concetto”, ovvero il significato che crea il linguaggio legando arbitrariamente parole e cose.

Sotto questo punto di vista Aldo Runfola da anni indaga una dimensione concettuale dell’arte che, partendo da forme universalmente riconosciute esercita una pressione sulla visione, uscendo dalla semplice riconoscibilità per liberare l’opera dallo statuto della “dittatura della bellezza” e di un appeal “social”, per caricarla di una serie di metaforici trompe l’œil che accordano al lavoro una soglia di apertura critica, di una interrogazione contigua all’esperienza della visione.

Scrive Bertrand Rougé citato da Elio Grazioli nel suo volume dedicato all’arte contemporanea ai limiti “Infrasottile”: “L’opera d’arte si distingue dal semplice oggetto per il fatto che è ciò che ci chiama a guardarvi almeno due volte”. Ma Grazioli incalza: “Guardare un’opera d’arte, già la prima volta è un riguardare. La si guarda già con una attenzione interrogativa, una consapevolezza che non si tratta di un oggetto come gli altri. Già il primo sguardo, in arte, è il secondo”.

È anche da questo presupposto che sarebbe troppo facile guardare a macchie, ritratti o elenchi come se fossero semplicemente tali, ma Runfola ribalta la situazione e aggiunge al doppio sguardo che si riserva all’opera un terzo passaggio: una smentita che ci riporta all’originale significante: sono macchie, è vero, ma seppure messe lì a caso, quasi con noncuranza estetica, “parlano”.

Il tema sul piatto potrebbe essere solamente uno: quello universale dell’identità, declinata in questo caso attraverso la critica dell’arte. Critica esercitata nella sua antica etimologia di scelta, che passa ovviamente anche per una presa di posizione contro quell’anestetizzazione estetica e civile che impone la società della comunicazione.

Una critica che non può non accostarsi alla parola “crisi”, che per dirla con Ivan Illich, intellettuale al quale Aldo Runfola fa spesso rifer Runfola sceglie l’ombra come stato dal quale lasciar arrivare un messaggio mai diretto, e per questo ancora più corrosivo.

Accade nei Ritratti di Arthur Rimbaud, di Friedrich Nietzsche, di Deleuze o Rudolf Stingel: la riconoscibilità è minima, l’esattezza dei tratti diventa un composto di pittogrammi che fanno a pari con l’omogeneità delle gocce, ricreando le ombre di quegli uomini d’oggi la cui costante è quella di “una eclatante carenza di attività teoretica e della sua negazione”, scrive lo stesso Runfola. Che invece sceglie, appunto, grandi pensatori e si chiede se esistano ancora “Uomini speculativi abili nel pervadere i dati a portata di tutti d’una luce di verità abitualmente indisponibile se non ai pochi in grado di intuirla. Una abilità sommamente logica, per nulla romantica, tanto meno irrazionale”. Ed è così che gli AR si compiono e dispongono ordinatamente e pittoricamente a sancire una unione non letteraria ma fatta di empatie con le parole, l’arte, la filosofia, tra la pratica di Runfola e questi uomini avvicinati per frequenze comuni, simpatie, amicizia, stima o attraverso incontri nei percorsi della mente. Fuggendo l’idea di “visionarietà” tanto quanto l’antidogmatismo conformista.

Nell’epoca della comunicazione il corpus di opere di Aldo Runfola appare a sua volta profondamente reazionario: è quel che di più lontano possa esistere dalla pura immagine, dall’arte per l’arte, da ritorni a favore di esercizi professionali o messi a punto per compiacere il pubblico.

La vecchia società liquida di Bauman è stata attualmente superata da una civiltà allo stato gassoso dove la trasmissione di dati che ci permettono di navigare tra risorse preesistenti o configurabili, è nel cloud - nella nuvola globale – e insieme all’imprendibilità dell’aria sembra essere sempre più lontana la possibilità di costruirsi un diritto all’esistenza sulla base delle proprie necessità e da bisogni che non siano quelli categorizzati. Nulla, insomma, accade per caso ed ecco che anche in questo caso Aldo Runfola apre un varco nel pensiero.

Le Gocce o Macchie, scrive l’artista, “Riproducono arbitrariamente il caso con cui i punti sono disposti sulla tela”. Sono un accadimento “gratuito”, ovvero non legato a logiche estetizzanti, che ha come area di sviluppo la superficie della tela. Sono un altro esempio lampante di come la casualità dell’identità sia soggetta a una disposizione non precostituita, che tende in tutti i modi ad allargarsi e a debordare dai confini: nelle macchie è metaforicamente lampante come la presenza dell’uomo tenti di sovrastare non solo se stessa, ma anche lo spazio atrofizzato del presente in cui è arginata. È fuor di ogni dubbio una immagine distopica: “[…] Parlo di coloro che un bel giorno, tirando le somme, vengono alla conclusione di aver scoperto il “nulla sociale”. Niente ritiro dal mondo, quindi: anzi, partecipazione più fitta: tanto più fitta quanto più in malafede, necessitata dalla mancanza di alternative, e intesa come parodia. Niente ascesi; aiono le gocce e si formano i ritratti: per affinità col caso, per la capacità di uscire fuori dal recinto della tela che contiene le macchie, per strategia o grandiosità. Come del lampadario degli Arnolfini, cosa resterà di questi elenchi su un cartellone temporalmente fragile come lo può essere la memoria della storia?

“L’arte è soprattutto un gioco di società cui bisogna adeguarsi per non essere messi nell’angolo e dimenticati” scrive ancora Runfola, parlando di un altro progetto. È forse questo il punto nodale di questo Grande Fratello in negativo al quale, con la “seconda visione” riservata a questo corpus di opere, possiamo accedere entrando in contatto con la parte rivoluzionaria, quella che anziché considerare la verità come “eufemisticamente puro e semplice diritto all’esistenza” ci permette di scoprirne sotto la superficie le crepe che - in determinate circostanze di consapevolezza e pensiero – potrebbero essere in grado di generare quel terremoto sociale di cui si sono fatti portatori alcuni uomini. D’oggi e ieri.

Andres Serrano. Sacro e Profano 1983-2019 | GMR, Palazzo Palumbo Fossati, Venezia | 12.09.2026-14.11.2026

Fabio Mauri | L’Esperimento del Tempo | GMR, Palazzo Palumbo Fossati, Venezia | 6.05.2026-29.08.2026

Ludovico Bomben | Una figura continua a cercarmi | GMR, Palazzo Palumbo Fossati, Venezia | 28.02.2026-24.04.2026

Francesco Jodice | Torre Branca e altri luoghi comuni | Galleria Frittelli Rizzo, Milano | 11.12.2025 – 20.02.2026

Boulder – collettiva | GMR, Giudecca, Venezia | 15.11.2025 – 15.01.2026

Andrea Mastrovito | Quando il cielo finisce | GMR, Palazzo Palumbo Fossati, Venezia | 15.11.2025-20.02.2026

Disegno singolare – mostra collettiva a cura di Elio Grazioli | Galleria Frittelli Rizzo, Milano | 3.10 – 4.12.2025

Francesco Coccolo, Enzo e Barbara – FARE ACQUA DA TUTTE LE PARTI, a cura di Alberto Villa | GMR, Venezia | 23.09- 25.10.2025

Gabriele Basilico – Shanghai | GMR, Venezia | 30.05-13.09.2025

Alessandro Sambini – Images at an Exhibition | GMR.2, Mestre | 12.06-18.07.2025

Matthew Attard – segni di rotta | GMR, Venezia | 22.03 – 24.05.2025

Riccardo Guarneri con Virgilio Guidi – Venezia, a cura di Stefano Cecchetto | GMR, Venezia | 18.01 – 12.03.2025

Giorgio Cassone – Quel singolo | GMR.2 Mestre | 24.01 – 28.02.2025

Ludovico Bomben – AERE Pratiche di avvicinamento | GMR.2 Mestre | 05.12.2024 – 24.01.2025

Cesare Pietroiusti – Tecnologie obsolete e processi di produzione semplici | GMR, Venezia | 5.10 – 30.11.2024 PROROGATA FINO AL 14.12

Lucio Pozzi – Overlaps | GMR.2 Mestre | 27.09 – 25.10.2024

Matthew Attard – tbaħħir navigando | Highlight Project Room, GMR, Venezia | 20.07 – 28.09.2024

Matthew Attard – I WILL FOLLOW THE SHIP | Padiglione Malta, Biennale Arte 2024 | 20.04 – 24.11.2024

David Rickard, Mariateresa Sartori – AETHER / ETERE la presenza dell’assente | GMR, Venice | 19.07 – 28.09.2024

Federico De Leonardis – Acqua | GMR.2, Mestre | 21.05 – 19.07.2024

Romano Lotto, a cura di Stefano Cecchetto | GMR.2 Mestre | 03.05 – 07.06.2024

Mauro Ghiglione – Post Scriptum | GMR.2 Mestre | 27.03 – 30.04.2024

Brian Eno – Gibigiane | GMR, Venice | 18.04 – 10.07.2024

Ruben Montin, Nazim Ünal Yılmaz – black with love, intact as a flower | GMR, Venezia | 17.02 – 6.04 2024

Luca Clabot – FATALITÀLIA | GMR Venezia | 16.01 – 10.02.2024

Claudio Tesser – If I Could Only Remember My Name | GMR.2 Mestre | 14.12 – 26.01.2024

Claudio Tesser – If I Could Only Remember My Name | GMR.2 Mestre | 14.12 – 26.01.2024

David Rickard – Throwing Dice in the Dark | GMR.2 Mestre | 20.10 – 24.11.2023

Antoni Muntadas, Francesco Jodice – Altrove/Elsewhere | GMR Venezia | 07.10.23 – 02.12.23 | a cura di Bartomeu Mari

Marcela Cernadas – Di natura fragile | GMR.2 Mestre | 13.09.23 – 20.10.23

Nanni Balestrini – Altre e infinite voci – a cura di Marco Scotini | GMR Venezia | 15.07.23 – 28.09.23

Moonbath Magic – Beatrice Alici | GMR.2 Mestre | 01.06.23 – 07.07.23

L’Era dei Giganti – Alessandro Sambini | GMR Venezia | 20.05.23 – 08.07.23

Ship of Fools – Matthew Attard | GMR.2 Mestre | 30.03 – 05.05

Saverio Rampin | GMR Venezia | 14.03 – 10.05

a cura di Stefano Cecchetto

Diario – Giorgia Fincato | GMR.2 Mestre

26 gennaio - 3 marzo 2023

Liquidi – Ryts Monet e Cesare Pietroiusti | GMR.2 Mestre

24 novembre 2022 - 15 gennaio 2023

Lucio Pozzi – Il Vento di Mercurio

A cura di Davide Ferri

01 ottobre - 17 dicembre 2022

Bello Mondo – mostra collettiva

Ivan Barlafante, Ludovico Bomben, Marcela Cernadas e Federico De Leonardis

9 luglio - 24 settembre 2022

(in)visible fields. space as energy – mostra collettiva

Hamish Fulton, Antoni Muntadas, Cesare Pietroiusti, David Rickard, Mariateresa Sartori e waiwai research and design agency (rappresentato da Wael Al Awar)

A cura di Elena Forin

20 aprile – 2 luglio 2022

Michael Höpfner, Unfinished Walks

19 febbraio - 9 aprile 2022

Giuseppe Abate, Here Comes the Rooster

4 dicembre 2021 - 2 febbraio 2022

Giuseppe Abate, Here Comes the Rooster

4 dicembre 2021 - 2 febbraio 2022

Claudio Costa e Hermann Nitsch, Il Viaggio nell’Ancestrale

A cura di Stefano Castelli

5 settembre - 13 novembre 2021

Maurizio Pellegrin, The Red, The Black and The Other

A cura di Vittorio Urbani

Dal 2 giugno al 31 luglio 2021

Andrea Mastrovito, La Diseducazione al Reale

A cura di Alberto Fiz

6 aprile - 26 maggio 2021

Money Money Money – mostra collettiva

Nanni Balestrini, Francesco Jodice, Andrea Mastrovito, Fabio Mauri, Antoni Muntadas, Cesare Pietroiusti, Lucio Pozzi, Aldo Runfola, Ryts Monet

A cura di Elena Forin

3 febbraio - 18 marzo 2021

Together We Stand! (group show)

Alessandro Biggio, Lucio Pozzi, Silvano Tessarollo, Sophie Westerlind

30 novembre 2020 - 16 gennaio 2021

Brian Eno | David Tremlett

dal 5.09.2020 al 21.11.2020

Assembramenti – mostra collettiva

Matthew Attard, Nanni Balestrini, Ivan Barlafante, Lawrence Carroll, Vincenzo Casali, Marcela Cernadas, Luca Clabot, Pierpaolo Curti, Federico De Leonardis, Leon Ferrari, Giorgia Fincato, Hamish Fulton, Mauro Ghiglione, Riccardo Guarneri, Michael Hoepfner, Francesco Jodice, Andrea Mastrovito, Ryts Monet, Antoni Muntadas, Richard Nonas, Maurizio Pellegrin, Lucio Pozzi, Saverio Rampin, David Rickard, Antonio Rovaldi, Silvano Rubino, Aldo Runfola, Alessandro Sambini, Mariateresa Sartori, Silvano Tessarollo, Sophie Westerlind

14 giugno - 01 agosto 2020

Il Corpo del Vuoto – online

Ivan Barlafante, Federico De Leonardis, Mauro Ghiglione, Andrea Santarlasci, Roman Opalka, David Rickard, Franco Vaccari

A cura di Federico De Leonardis

Gesti di Carta – online

Maurizio Pellegrin, Saverio Rampin, Nanni Balestrini, León Ferrari, Matthew Attard, Mariateresa Sartori, Giorgia Fincato, Riccardo Guarneri, Lucio Pozzi

Glass Context – online

Monica Bonvicini, Tony Cragg, Marya Kazoun, Maurizio Pellegrin, Antonio Riello, Bernardì Roig, Silvano Rubino

RE-INDEX / SPACE AND TIME DURING ISOLATION – online

Matthew Attard, Francesco Jodice, Ryts Monet, Antoni Muntadas, David Rickard, Alessandro Sambini, Mariateresa Sartori

Antonio Rovaldi, So Many Things in the Air!

8 febbraio - 28 marzo 2020

Dinamogrammi – mostra collettiva

Matthew Attard, Irma Blank, Leon Ferrari, Giorgia Fincato

A cura di Viana Conti

19 dicembre 2019 - 02 gennaio 2020

Maurizio Pellegrin, Alcuni Russi – Project Room

8 febbraio - 28 marzo 2020

Marcela Cernadas, Beyond Garden – Project Room

Novembre 2019

Soglie e Limiti – mostra collettiva

Benjamin Bergmann, David RIckard, Federico De Leonardis, Giorgia fincato, Mariateresa Sartori, Matthew Attard, Riccardo Guarneri

A cura di Elena Forin

21 settembre - 24 ottobre 2019

Matthew Attard, Equivocality – Project Room

2 marzo - 1 maggio 2019

MAURI | MUNTADAS

a cura di Laura Cherubini

8 maggio - 31 agosto 2019

Saverio Rampin, Pensai il colore, guardai il sole

a cura di Davide Ferri

23 marzo - 1 maggio 2019

Ryts Monet, La Caduta degli Dei

A cura di Agnes Kohlmeyer

26 gennaio - 16 marzo 2019

Due o Tre Dimensioni Infinite – mostra collettiva

Ruth Ann Fredenthal, Riccardo Guarneri, Lucio Pozzi, Saverio Rampin

A cura di Davide Ferri

2 Dicembre 2018 - 22 Gennaio 2019

Brian Eno, Ambient Paintings

22 settembre - 24 ottobre 2018

Aldo Runfola

A cura di Matteo Bergamini

09 giugno - 09 settembre 2018

Kateřina Šedá, As a UFO

A cura di Andrea Lerda

07 aprile - 02 giugno 2018

Pierpaolo Curti, Path 21

13 gennaio - 03 marzo 2018

Roman Opalka, anche OPALKA 1958 – 1965 / 1 – ∞

23 settembre - 18 dicembre 2017

Matteo Fato, Somersault

A cura di Alfredo Cramerotti

22 luglio 2017 - 09 settembre 2017

Hamish Fulton, Unlike a drawn line a walked line can never be erased

10 marzo - 15 luglio 2017

Martino Genchi, Bite into the ice shelf

1 marzo - 30 aprile 2017

Ivan Barlafante, L’orizzonte rovesciato

A cura di Laura Cherubini

9 dicembre 2016 - 28 febbraio 2017

Marcela Cernadas, Penelope – performance

A cura di Maria Chiara Klinger Mazzarino

8 ottobre 2016

Antonio Rovaldi e Michael Höpfner, Dear Michael, from Edgecombe to Qumalai

A cura di Davide Ferri

24 settembre - 30 novembre 2016

Alessandro Sambini, People at an exhibition

A cura di Denis Isaia

22 luglio - 17 settembre 2016

Silvano Tessarollo, Nulla nasce dal nulla

a cura di Andrea Lerda

2 giugno - 16 luglio 2016

Federico De Leonardis, Carcere d’invenzione VIII

13 Aprile - 28 Maggio 2016

Ruben Montini, Un altro te – performance

Performance di Ruben Montini

6 febbraio 2016

Riccardo Guarneri, Leggerissima e insieme forte

A cura di Fabio Belloni

13 febbraio - 2 aprile 2016

Antoni Muntadas, Da qui a là…

5 dicembre 2015 - 30 gennaio 2016

Nanni Balestrini, La Tempesta Perfetta

18 settembre - 07 novembre 2015

Francesco Jodice, Weird Tales / Strane Storie

A cura di Alfredo Cramerotti

6 maggio - 31 luglio 2015

Mauro Ghiglione, Complesse Sparizioni

A cura di Viana Conti

28 febbraio 2015 - 24 aprile 2015

Cristina Treppo, Piombo | Luca Clabot, 1914-2014 Cambia il corpo, malamente

A cura di Viana Conti

17 gennaio - 21 febbraio 2015

Claudio Costa, Nei Materiali dell’Umano

A cura di Flaminio Gualdon

18 Ottobre - 20 Dicembre 2014

IMmAGINE – mostra collettiva

Hamish Fulton, Mauro Ghiglione, Francesco Jodice, Andrea Morucchio

a cura di Martina Cavallarin

28 agosto - 20 settembre 2014

Gabriele Basilico, Cartoline d’Italia

A cura di Angela Madesani

6 giugno - 23 agosto 2014

Rashad Alakbarov e Matthew Attard, In between | Viewpoints

18 marzo – 20 maggio 2014

Sebastiano Mauri, The Other

A cura di Deborah Rossetto

18 gennaio - 14 marzo 2014

Aldo Runfola, Eventi

Dal 8.02.2014 al 23.04.2014

Mariateresa Sartori, You are the music while the music lasts

A cura di Raffaele Gavarro

22 settembre - 30 novembre 2013

Fabio Mauri, Picnic o Il Buon Soldato

22 settembre - 30 novembre 2013

Nanni Balestrini, Tristanoil

A cura di Martina Cavallarin

31 maggio - 31 agosto 2013

David Tremlett, Different Walls

A cura di Rachele Ferrario

31 maggio - 31 agosto 2013

David Rickard, All Vertical Lines Intersect

A cura di Elena Forin

31 maggio - 31 agosto 2013

Roberto De Pol

A cura di Elena Forin

Dal 28.03.2013 al 21.05.2013

Sandro Mele, The American Brothers

A cura di Raffaele Gavarro

17 febbraio - 16 marzo 2013

Antoni Muntadas, Protocolli Veneziani

30 maggio - 31 agosto 2013

Francesco Bocchini, Magic

A cura di Valerio Dehò

Hamish Fulton | Richard Nonas

A cura di Angela Madesani

2 giugno - 1 settembre 2012

David Rickard, Displacements

A cura di Martina Cavallarin

21 gennaio - 17 marzo 2012

Andrea Frank, Systems

A cura di Martina Cavallarin

21 gennaio - 17 marzo 2012

Francesco Jodice

A cura di Angela Madesani

9 settembre - 30 novembre 2012

Personality – mostra collettiva

Lawrence Carrol, Tony Cragg, Roberto De Pol, Richard Nonas, Mariateresa Sartori, Reic Winarto

A cura di Martina Cavallarin

31 ottobre 2011 - 14 gennaio 2012

Fabio Mauri, La Resa – installazione temporanea

A cura di Martina Cavallarin

31 ottobre 2011 - 14 gennaio 2012

Silvano Tessarollo, Interni e…

A cura di Valerio Dehò

19 febbraio - 26 marzo 2011

Irma Blank e Silvie Defraoui, Writings

A cura di Viana Conti

8 gennaio - 12 febbraio 2011

Nanni Balestrini, Bastacani

A cura di Marta Cavallarin

8 gennaio - 12 febbraio 2011

Roman Opalka, Il tempo della pittura

A cura di Ludovico Pratesi

4 giugno - 29 ottobre 2011

Damien Hirst, Death in Venice

A cura di Valerio Dehò

12 aprile - 31 luglio 2010

Latitudini | Longitudini – mostra collettiva

Barry X Ball, Francesco Becchini, Lawrence Carroll, Silvio Giordano, Robert Glicorov, Sebastiano Mauri, Richard Nonas, David Rickars, Antonio Riello, Giovanni Rizzoli, Mariateresa Sartori

A cura di Martina Cavallerin

27 febbraio - 3 aprile 2010

Mauro Ghiglione e Franco Vaccari, Paso Doble

A cura di Viana Conti

12 dicembre 2009 - 20 febbraio 2010

Antoni Muntadas e Mariateresa Sartori, Movimenti e Situazioni

A cura di Marco Ferraris

3 ottobre - 05 dicembre 2009

Fabio Mauri, etc.

A cura di Martina Cavallarin

Dal 4.06.2009 al 20.09.2009

Richard Nonas

A cura di Laura Mattioli

14 febbraio - 7 aprile 2009

Cristina Treppo, The consequences of time

A cura di Martina Cavallarin

13 dicembre 2008 - 30 gennaio 2009

León Ferrari

A cura di Irma Arestizabal

11 settembre - 30 novembre 2008

David Rickard, Solid State

A cura di Martina Cavallarin

12 aprile - 10 maggio 2008

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