Lirica del vuoto

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Per la prima volta vengono presentati a Trieste disegni e opere, alcune prodotte per l’occasione, di Pierpaolo Curti (Lodi, 1972) che, permettono di entrare a contatto con una ricerca particolarissima, incentrata sul tema del paesaggio.
Si tratta di un paesaggio estremo, rappresentato in modo oggettivo, con un distacco e una precisione da approccio fotografico, anche se si tratta solo ed esclusivamente di dipinti. Rocce, precipizi, il cielo vuoto che contorna il tutto. In questo paesaggio immobile, fra pareti scoscese e abissi, compaiono delle strutture costruite, quasi a suggerire che quei luoghi non sono del tutto disabitati, quantomeno perché vi sono stati eretti dei muri, si sono costruiti dei passaggi vertiginosi, si sono ancorati, alle pareti e agli orli degli abissi, scalini, piattaforme ed esili strutture per dispositivi ascensionali.
Sono paesaggi ritratti con algida esattezza, dove dominano ampie campiture monocro- matiche, che restituiscono un’atmosfera rarefatta e, dal punto di vista delle soluzioni formali, ai limiti dell’astrazione.

Con la collaborazione di: Galleria Michela Rizzo, Venezia