Il Tempo e le opere

con Roman Opalka, Mariateresa Sartori, Andrea Santarlasci, Fabio Mauri, Giorgio Cugno, Jasmina Metwaly, Federico De Leonardis, Claudio Costa, Francesco Jodice

a cura di Massimo Melotti

Dal 22 dicembre 2017 al 31 marzo 2018

Museo della Grafica, Palazzo Lanfranchi, Pisa

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Biennale “Le latitudini dell’arte”

con Matthew Attard e Benjamin Bergmann

dal 16 luglio al 19 agosto 2017

Palazzo Ducale di Genova

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As light through fog – Architectural memory pierced by art

di Richard Nonas

a cura di Laura Mattioli

Dal 14 luglio al 18 ottobre 2017

Chiesa di Santa Maria della Spina, Pisa

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45° 27′ 22″ N 12° 23′ 10″ E

con Ivan Barlafante e Federico De Leonardis

Dal 12.05.2017 al 25.06.2017

Isola del Lazzaretto Nuovo

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Somewhere else

di Wolfgang Laib

a cura di Laura Mattioli

Dal 25.03.2017 al 05.06.2017

Chiesa di Santa Maria Della Spina

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Citytellers

di Francesco Jodice

16.02.2017

Teatrino di Palazzo Grassi

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La tempesta perfetta

di Nanni Balestrini

a cura di Achille Bonito Oliva

Dal 03.02.2017 al 17.04.2017

Macro Roma

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Penelope

di Marcela Cernadas

19 maggio 2017

sede storica di Rubelli in Palazzo Corner Spinelli, Venezia

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Attraverso Parole

con Fabio Mauri, Aldo Runfola e Federico De Leonardis

a cura di Giuseppina Radice

Dal 20.06. 2016 al 23.10.2016

Fondazione La Verde La Malfa

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Panorama

di Francesco Jodice

a cura di Francesca Zanot

Dal 10 Maggio al 14 agosto 2016

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Torino

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American Recordings

di Francesco Jodice

a cura di Massimo Melotti

Dal 16.10.2016 al 10.01.2017

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Repetetive Walk

di Hamish Fulton

a cura di Elena Forin

22.11.2015

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Migrant Volcano

di Hamish Fulton

a cura di Elena Forin

Dal 24.10.2015 al 10.12 2015

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Derive Veneziane

di Antoni Muntadas

Dal 01.09.2015 al 12.09.2015

72^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

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Carnevale – Un’opera fra polemica e liturgia

di Marcela Cernadas

a cura di Gianmatteo Caputo

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Flags

con Ivan Barlafante, David Rickard, Alessandro Sambini

Dal 7.05.2015 al 2.08.2015

Serra dei Giardini, Venezia

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Tre Oci Tre Mostre

a cura di Denis Curti

Giudecca Fotografia

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Preziosa Opera

a cura di Domenico Maria Papa

2014

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Icastica

con Rashad Alakbarov, Barry X Ball e Richard Nonas

a cura di Fabio Migliorati

2014

Arezzo

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In 4D dal fluire alla stabilità

di Tony Cragg

Dal 28.08.2010 al 09.01.2011

Galleria Internazionale d'Arte Moderna, Cà Pesaro Venezia

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Portraits and masterpieces

di Barry X Ball

a cura di Laura Mattioli

Dal 04.06.2011 al 31.10.2011

Ca' Rezzonico, Venezia

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Il tempo della pittura

di Carpaccio, Opalka

a cura di Ludovico Pratesi

Dal 26.03.2011 al 29.05.2011

Museo Correr, Venezia

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Sudio N.10 in SI minore op.25 omaggio a Chopin

di Mariateresa Sartori

Dal 01.11.2011 al 21.11.2011

Serra dei Giardini, Venezia

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Lawrence Carrol

di Lawrence Carrol

a cura di Laura Mattioli

Dal 16.02.2008 al 25.05.2008

Museo Correr, Venezia

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Vita et dulcedo

di Marcela Cernadas

2007

Caffè Aurora, Piazza San marco, Venezia

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Velamina

di Marcela Cernadas

2007

Chiesa di San Salvador, Venezia

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Il tempo e le opere a cura di Massimo Melotti Dal 22 dicembre 2017 il Museo della Grafica di Pisa ospita la mostra Il tempo e le opere, a cura di Massimo Melotti e con opere di Roman Opalka, Mariateresa Sartori, Andrea Santarlasci, Fabio Mauri, Giorgio Cugno, Jasmina Metwaly, Federico De Leonardis, Claudio Costa, Francesco Jodice e Gianluca e Massimiliano De Serio. Organizzata dal Museo della Grafica (Comune di Pisa e Università di Pisa) con il patrocinio della Regione Toscana e della Scuola Normale Superiore, la mostra intende presentare artisti e tendenze dell’arte contemporanea che hanno approfondito la loro ricerca sul tema del tempo. La mostra muove dalla ricerca artistica di Roman Opalka (1931-2011), l’artista che più di tutti ha cercato di definire con il suo lavoro il rapporto con il tempo. Nel 1965 ha dato inizio al suo progetto Opalka 1965/1 - ∞. Per tutta la vita ha dipinto una progressione numerica su tele, a cui collega un progetto sull’autoritratto: registra la propria voce che pronuncia il numero appena dipinto e scatta una foto di se stesso alla fine di ogni giorno di lavoro. La sua ricerca sul tema del tempo termina nel 2011 con la sua scomparsa. In mostra saranno presentati Détail - Autoportraits e Détail - Cartes de voyage. Di Mariateresa Sartori (1961) viene presentato il video In Sol Maggiore/In Sol Minore, un lavoro sulla potenza pervasiva del tempo musicale e su quanto questo influenzi non solo i nostri sentimenti ma anche la nostra percezione visiva. Per farlo si avvale di immagini tratte da Heimat di Edgar Reitz, accompagnate alternativamente da brani in Sol Maggiore e in Sol minore di Vivaldi e Mozart. Andrea Santarlasci (1964) invita ad una visione evocata dalla memoria, visione spesso giocata in un equilibrio fra emozionalità e concettualità. Il vissuto storico del luogo, diviene materiale espressivo che si palesa nella serie fotografica Eterocronia che apre ad una riflessione sul presente, sul rapporto tra individuo e memoria. Il percorso prosegue con il lavoro di Fabio Mauri (1926-2009), indiscusso protagonista della ricerca artistica degli anni Sessanta ed oggi riconosciuto maestro a livello internazionale, di cui verrà esposta una selezione di lavori storici. Tra questi Il televisore che piange (1972), opera anticipatrice della sua ricerca sui mass media e sui temi della società della comunicazione. Nei lavori di Mauri la dimensione temporale si sviluppa nell’esplicarsi delle ideologie e della conoscenza antropologica. È un tempo assoluto in cui il tempo relativo dell’uomo del Novecento non può essere che quello segnato dal crollo delle certezze. Mauri si interroga sull’uomo e sulla sua natura alla luce della recente tragica memoria della guerra e delle pratiche ideologiche oppressive. Tra i lavori in mostra Senza tempo (1995), Non ero nuovo (2009), The End (2009) e Schermo: Senza Tempo. Di Giorgio Cugno (1979) viene presentato Caucacola, lavoro ideato nel 2014 in Colombia per indagare l’uso delle risorse idriche del Rio Cauca da parte della Coca-Cola e che intende sollevare interrogativi su come il consumismo e la globalizzazione modificano la relazione tra l’ambiente e l’azione dell’uomo. Il progetto prosegue sondando il terreno della memoria e dell’evento con Jasmina Metwaly (1982), videomaker, attivista politica, impegnata nel movimento di rinnovamento nei paesi arabi, che realizza video in cui le civiltà occidentale e orientale si confrontano e dialogano. In From Behind the Monument le immagini della rivolta araba del Cairo entrano in dialogo con l’architettura juvarriana del Castello di Rivoli, sede del Museo d’Arte Contemporanea. Portatori di memoria sono anche i lavori di Federico De Leonardis (1938) che recupera strumenti di lavoro e reperti naturali o manufatti, elementi del fare umano. Divenuti installazioni liberano forze primarie che ridefiniscono lo spazio facendone emergere la caratura simbolica o esaltandone la specificità. In mostra l’installazione Orizzontale II composta da più lavori e pensata specificatamente per la mostra e lo spazio di Palazzo Lanfranchi. Claudio Costa (1942-1995) ricostruisce con uno sguardo antropologico un vero e proprio work in regress, percorso verso l’origine attraverso la creazione di opere che rimandano ad antiche e mitiche civiltà. L’artista guarda a un mondo simbolico ricreato attraverso l’uso di immagini, riproduzioni di maschere, cerimoniali, rituali e riti ancestrali. “Ossa” appartenenti a giganteschi animali preistorici o mitici vengono scoperte o prodotte in un intersecarsi di piani linguistici. Un “aratro” primario strumento tecnologico nella storia dell’umanità ci compare nelle sembianze di un’inquietante macchina composta da parti di animali primordiali. Sul tempo come dimensione assoluta e simbolica si incentra il video di Francesco Jodice (1967), considerato uno dei più interessanti tra gli artisti che sperimentano nuove soluzioni espressive nel video e nella fotografia. In mostra verrà presentato Atlante. Il video per la propria forza espressiva coglie la dimensione temporale come assoluta, ponendoci di fronte all’imperscrutabilità della definizione della stessa. L’opera ha come elemento fondamentale la scultura di Atlante attorno alla quale l’artista ha mixato immagini tratte dalla prima guerra mondiale, dai bassifondi americani, dalla pubblicità degli anni 50. Jodice mette insieme il discorso di addio di Eisenhower con un personaggio tratto da un film di Carpenter, la rivoluzionaria Angela Davis, il bassista dei Ramones e un cyborg del primo Alien, insieme come un coro, un’analisi critica del sistema dei valori dell’Occidente. In chiusura, una riflessione sul tempo dell’inconscio con Gianluca e Massimiliano De Serio (1978), che operano sia con il cinema che con installazioni visive, scandagliando il tema dell’altro, dell’identificazione e delle relazioni che il tempo modifica. Nel film Un ritorno, cercando di superare un momento di crisi creativa, si sottopongono ad un esperimento di ipnosi multipla. L’opera punta lo sguardo su quella zona normalmente invisibile che è l'inconscio: “Abbiamo cercato di riflettere sulla nostra crisi artistica e identitaria, e l'unico modo per farlo non era sfuggirla, ma anzi meditare approfonditamente su di essa e sulle sue origini. Per questo era necessario un viaggio nel tempo, in quel tempo apparentemente irraggiungibile, ma in realtà iscritto nella nostra memoria: il momento del concepimento, la nascita”. Il percorso espositivo è arricchito dal suggestivo dialogo con alcune opere grafiche delle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa, oggi conservate presso il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi. Inaugurazione 22 dicembre 2017 ore 12.00 Museo della Grafica Palazzo Lanfranchi – Lungarno Galilei 9 - 56125 Pisa Orario: lunedì - domenica, 9.00 - 19.00 Telefono: 050 2216060