Dire il Tempo

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Dal 7 maggio al 24 novembre, il secondo capitolo coinvolgerà le sale della Casa Museo della
Fondazione Querini Stampalia, dove le opere di Roman Opałka e quelle di Mariateresa Sartori saranno in relazione tra loro e con quelle delle collezioni antiche dell’istituzione.

Dire il tempo nasce dalla volontà di approfondire la produzione di Roman Opałka attraverso una selezione di opere che segnano tappe fondamentali nella sua ricerca, molte delle quali mai presentate prima in Italia o mai esposte, provenienti da importanti collezioni private e pubbliche, tra cui il museo Muzeum Sztuki di Łódź e soprattutto il Fonds de Dotation Roman Opałka, con cui è nata una stretta collaborazione nell’ideazione del progetto.

Entrambe le mostre ruoteranno attorno a OPALKA 1965 / 1-∞, ricerca a cui l’artista ha dedicato gran parte della sua vita e di cui saranno esposti insieme, per la prima volta in assoluto, il primo e l’ultimo Détail su tela: il primo proveniente dalMuzeum Sztuki, Łódź prima volta in Italia, e l’ultimo, rimasto incompiuto, mai presentato al pubblico e proveniente dain Polonia, e visibile per la
una collezione privata.

Cuore della produzione dell’artista franco-polacco, OPALKA 1965 / 1-∞ sarà il fulcro del percorso espositivo che si snoderà tra Milano e Venezia coprendo l’intero arco della sua attività, dai primi lavori fino ai più recenti, facendo conoscere al grande pubblico anche aspetti meno noti della sua ricerca artistica, ma fondamentali per la sua formulazione concettuale e linguistica.

Alla Fondazione Querini Stampalia, accanto alle rappresentazioni sul tempo di Roman Opałka, sarà presentato un nucleo di opere di Mariateresa Sartori (Venezia, 1961), artista di un’altra generazione che, con Opałka, aveva intessuto una profonda amicizia. Disseminati lungo il percorso del museo, i disegni e le immagini fotografiche della Sartori rilevano le sottili e invisibili trame determinate dal nostro muoverci nello spazio e attraverso il tempo. Al centro del percorso l’imponente installazione Il tempo del suono. Onde: una parete completamente ricoperta di fogli di carta su cui l’artista, con il carboncino, ha tradotto in forma visiva il suono delle onde del mare in tempo reale. L’installazione entrerà in risonanza con la voce di Opałka mentre pronuncia in polacco i numeri che sta dipingendo.