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Nel 2004 a Venezia, in un piccolo spazio espositivo, apre la Galleria Michela Rizzo con l’intento di ravvivare la scena culturale relativa all’arte contemporanea, in una città dove si sentiva la necessità di gallerie che non fossero di natura prettamente commerciale. Già all’inizio del 2008 la galleria si sposta in un ambiente più grande e fascinoso, al primo piano di Palazzo Palumbo Fossati, un bellissimo edificio veneziano del ‘500, dove resterà fino al 2014. Nel 2013 a questo si affianca una seconda sede, il piano terra di un edificio industriale, nella zona degli ex birrifici alla Giudecca. Spazio che, nell’aprile 2014, diventa la sede definitiva della galleria.

Negli anni, la Galleria Michela Rizzo ha portato avanti un’attività espositiva di alto profilo alternando virtuose collaborazioni con importanti artisti internazionali a quelle di giovani emergenti.

Gli artisti e le mostre

L’intento della Galleria Michela Rizzo è sempre stato quello di mantenere alta l’indipendenza di pensiero e di ricerca, evitando il conformismo e la facile speculazione. Gli artisti promossi dalla galleria indagano le grandi tematiche del nostro tempo non sottovalutando mai tecnica e estetica del lavoro e mantenendo sempre una relazione virtuosa con le dinamiche del sistema dell’arte e del mercato, senza sottomettersi però alle loro logiche insane.

L’importanza della storia e il suo confronto con scenari geopolitici e sociali contemporanei emergono spesso nelle ricerche condotte da artisti del calibro di Fabio Mauri, León Ferrari, Nanni Balestrini, Antoni Muntadas e Francesco Jodice. La valenza filosofica del tempo, il valore della lentezza e della riflessione, la relazione con lo spazio, il rapporto con la natura e il paesaggio sono peculiarità legate alla ricerca di artisti quali, tra gli altri, Roman Opalka, Antonio Rovaldi, Mariateresa Sartori, Federico De Leonardis, Hamish Fulton e Michael Hoepfner. L’uomo e la sua relazione col mondo sono invece al centro delle indagini di Claudio Costa, Andrea Mastrovito e Pierpaolo Curti, per nominarne solo alcuni. Le nuove tecnologie vengono applicate nei lavori di artisti più giovani come Alessandro Sambini, Ryts Monet e Matthew Attard, i quali non smettono mai di interrogarsi sulle necessità e sulle modalità che regolano la produzione di nuove immagini, la loro circolazione e diffusione in un mondo ormai sovraffollato di informazioni. Per quel che riguarda la pittura, infine, la galleria privilegia artisti che si sono distinti per il proprio studio sulla luce e il colore, come Riccardo Guarneri, Saverio Rampin, Ruth Ann Fredenthal e Lucio Pozzi.

La Galleria Michela Rizzo ha sempre privilegiato la collaborazione con fondazioni e Musei, riducendo la partecipazione alle fiere all’essenziale. Numerose sono, infatti, le mostre ospitate all’interno di importanti istituzioni a Venezia e non solo. Ricordiamo, tra le altre, le esposizioni di Lawrence Carroll al Museo Correr, Tony Cragg a Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale di Arte Moderna, Barry X Ball a Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano, e l’ambizioso progetto Isole di Maurizio Pellegrin per cui l’artista ha pensato una o più installazioni per ciascun museo veneziano. Più recentemente, la galleria ha collaborato con il Comune di Pisa, in particolare ha organizzato piccole mostre site-specific nella Chiesa Medioevale di Santa Maria della Spina, ricordiamo qui in particolare Somewhere Else di Wolfgang Laib e … as light trough fog … di Richard Nonas.