Eresia (del) Florilegio, Matteo Fato

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 a cura di Umberto Palestini

dal 22 marzo al 06 maggio 2018

Opening: 22 marzo 2018, h. 17.00

CAMBI DI ROTTA

Spazio K

Palazzo Ducale, Urbino

Dopo il grande successo della prima edizione, la Galleria Nazionale delle Marche prosegue nella Grande Cucina dei Sotterranei del Palazzo Ducale di Urbino la programmazione nello SPAZIO K, lo spazio permanente dedicato ad artisti emergenti. La seconda edizione, intitolata “Cambi di rotta”, a cura di Umberto Palestini, inizia con una personale di Matteo Fato: Eresia (del) Florilegio.

Matteo Fato è uno degli autori più interessanti nell'attuale panorama artistico contemporaneo. Egli è un artista in grado di rivitalizzare la prassi della pittura attraverso la capacità di creare spazi 'sensibili' grazie ad un raffinato arazzo compositivo, orchestrato in modo mirabile.
Negli anni, per alcune significative personali, ha realizzato cavalletti di diverse dimensioni, dalle forme rigorose e minimali, quali richiami evidenti della sua personale indagine. Tre di questi cavalletti, insieme ad alcuni dipinti, approdano a Palazzo Ducale per la personale Eresia (del) Florilegio. Il titolo, oltre ad indicare l'ultima opera inedita legata al ciclo dei (busti), esprime la volontà dell'artista di proporre un'antologia di lavori che tornano o arrivano a Urbino, città dove l'autore si è formato.
Installare opere realizzate in tempi e spazi lontani nel grembo da cui tutto è nato, significa accettare la pericolosa sfida di una verifica, far sprigionare significati, energie impreviste, ma anche mostrare possibili incongruenze. Se questo è il rischio del florilegio, la sua eresia, ben venga la sfida, perché l'arte che non contempli la possibilità dell'errore è arte senza vita, banalmente pacificata. I dipinti esposti a Palazzo Ducale sono contornati da cavalletti, e rimandano come un'eco lontana a un'opera cara all'autore: L'artista nel suo studio di Rembrandt. Molto spesso l'arte è un viaggio nel tempo dove il ritorno, però, non diventa semplice approdo, ma slancio per una nuova ripartenza verso rotte non ancora percorse.
La personale proposta dall'autore in uno degli spazi simbolo del Rinascimento, sarà un'installazione site-specific che raccoglierà una serie di lavori storici e inediti in un progetto di grande e suggestivo impatto.


Martino Genchi si aggiudica il Premio Centro Porsche Bologna per Arte Fiera 2018

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Centro Porsche Bologna promuove per Arte Fiera 2018 l’omonimo premio a supporto dell’arte contemporanea e dei valori che sostiene, unendo tradizione e innovazione tecnologica in prodotti di eccellenza, ed è rivolto a tutti gli artisti partecipanti alla fiera “in grado di congiungere, nell’arte come nella meccanica, l’idea dell’eccellenza nel fare e della forma che nasce da un’esigenza interna della funzione”. Per tutti questi motivi è stato scelto come vincitore del Premio Centro Porsche Bologna Martino Genchi, presente ad Arte Fiera con un progetto monografico incluso nel percorso monografico Modernity, all’interno della main section. Lo stand della Galleria Michela Rizzo di Venezia ha presentato una selezione di opere legate alla ricerca dell’artista sulla percezione dello spazio. In particolare, Linger si è rivelata sotto la forma di una serie di sculture, in gesso sintetico, che nascono da fari di automobile, come se fosse la resa concreta del fascio luminoso depositato nell’hic et nunc. Il Premio consiste nella realizzazione di una mostra personale dell’artista vincitore presso Centro Porsche Bologna.


Matthew Attard si aggiudica il PREMIO GRUPPO EUROMOBIL UNDER 30

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Edizione # 12
Bologna, Arte Fiera,
2 - 5 Febbraio 2018

Vincono in due
Barbara De Vivi della Galleria Marcolini e
Matthew Attard della Galleria Michela Rizzo

Premio ex aequo a due artisti, per la 12ma edizione del Premio Gruppo Euromobil under 30. La pittrice Barbara De Vivi (Venezia 1991) con l’opera “Notturno”, presentata dalla Galleria Marcolini, stand B92 hall 25 e Matthew Attard (Malta 1987) con “Untitled (You are a poser!)”, presentato dalla Galleria Michela Rizzo, stand A47 hall 25.

La Giuria (Gaspare, Antonio, Fiorenzo e Giancarlo Lucchetta, titolari di Gruppo Euromobil e collezionisti d’arte; Angela Vettese, direttore di Arte Fiera; Beatrice Buscaroli, critico d’arte; da Aldo Colonetti storico del design e dal designer Cleto Munari. Segretario della Giuria: Roberto Gobbo) ha così motivato la scelta dei Premi: “il dipinto della De Vivi è un grande olio su tela da cui emergono figure, animali, tracce di natura: un mondo denso e ricco di citazioni colte e richiami all’arte del passato ma anche estremamente contemporaneo nel suo mistero, nel suo svelarsi a poco a poco, nel suo silenzio riservato.
Le sculture di Matthew Attard, realizzate con fili di alluminio - attraversano la linea sottile che divide astrazione e figurazione ricomponendo immagini riconoscibili e addirittura, trattandosi di figure femminili, estremamente seducenti.


Il tempo e le opere, a cura di Massimo Melotti | 22.12.2017 – 11.03.2018, Palazzo Lanfranchi, Pisa

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Dal 22 dicembre 2017 all’11 marzo 2018, il Museo della Grafica di Pisa ospita la mostra Il tempo e le opere, a cura di Massimo Melotti e con opere di Roman Opalka, Mariateresa Sartori, Andrea Santarlasci, Fabio Mauri, Giorgio Cugno, Jasmina Metwaly, Federico De Leonardis, Claudio Costa, Francesco Jodice e Gianluca e Massimiliano De Serio. 

Organizzata dal Museo della Grafica (Comune di Pisa e Università di Pisa) con il patrocinio della Regione Toscana e della Scuola Normale Superiore, la mostra intende presentare artisti e tendenze dell’arte contemporanea che hanno approfondito la loro ricerca sul tema del tempo.

La mostra muove dalla ricerca artistica di Roman Opalka (1931-2011), l’artista che più di tutti ha cercato di definire con il suo lavoro il rapporto con il tempo. Nel 1965 ha dato inizio al suo progetto Opalka 1965/1 - ∞. Per tutta la vita ha dipinto una progressione numerica su tele, a cui collega un progetto sull’autoritratto: registra la propria voce che pronuncia il numero appena dipinto e scatta una foto di se stesso alla fine di ogni giorno di lavoro. La sua ricerca sul tema del tempo termina nel 2011 con la sua scomparsa. In mostra saranno presentati Détail - Autoportraits e Détail - Cartes de voyage

Di Mariateresa Sartori (1961) viene presentato il video In Sol Maggiore/In Sol Minore, un lavoro sulla potenza pervasiva del tempo musicale e su quanto questo influenzi non solo i nostri sentimenti ma anche la nostra percezione visiva. Per farlo si avvale di immagini tratte da Heimat di Edgar Reitz, accompagnate alternativamente da brani in Sol Maggiore e in Sol minore di Vivaldi e Mozart. 

Andrea Santarlasci (1964) invita ad una visione evocata dalla memoria, visione spesso giocata in un equilibrio fra emozionalità e concettualità. Il vissuto storico del luogo, diviene materiale espressivo che si palesa nella serie fotografica Eterocronia che apre ad una riflessione sul presente, sul rapporto tra individuo e memoria. 

Il percorso prosegue con il lavoro di Fabio Mauri (1926-2009), indiscusso protagonista della ricerca artistica degli anni Sessanta ed oggi riconosciuto maestro a livello internazionale, di cui verrà esposta una selezione di lavori storici, tra cui Il televisore che piange (1972), opera anticipatrice della sua ricerca sui mass media e sui temi della società della comunicazione. Nei lavori di Mauri la dimensione temporale si sviluppa nell’esplicarsi delle ideologie e della conoscenza antropologica. È un tempo assoluto in cui il tempo relativo dell’uomo del Novecento non può essere che quello segnato dal crollo delle certezze. Mauri si interroga sull’uomo e sulla sua natura alla luce della recente tragica memoria della guerra e delle pratiche ideologiche oppressive. Tra i lavori in mostra Senza tempo (1995), Non ero nuovo (2009), The End (2009) e Schermo: Senza Tempo. 

Di Giorgio Cugno (1979) viene presentato Caucacola, lavoro ideato nel 2014 in Colombia per indagare l’uso delle risorse idriche del Rio Cauca da parte della Coca-Cola e che intende sollevare interrogativi su come il consumismo e la globalizzazione modificano la relazione tra l’ambiente e l’azione dell’uomo. 

Il progetto prosegue sondando il terreno della memoria e dell’evento con Jasmina Metwaly (1982), videomaker, attivista politica, impegnata nel movimento di rinnovamento nei paesi arabi, che realizza video in cui le civiltà occidentale e orientale si confrontano e dialogano. In From Behind the Monument le immagini della rivolta araba del Cairo entrano in dialogo con l’architettura juvarriana del Castello di Rivoli, sede del Museo d’Arte Contemporanea. 

Portatori di memoria sono anche i lavori di Federico De Leonardis (1938) che recupera strumenti di lavoro e reperti naturali o manufatti, elementi del fare umano. Divenuti installazioni liberano forze primarie che ridefiniscono lo spazio facendone emergere la caratura simbolica o esaltandone la specificità. In mostra l’installazione Orizzontale 2 composta da più lavori e pensata specificatamente per la mostra e lo spazio di Palazzo Lanfranchi. 

Claudio Costa (1942-1995) ricostruisce con uno sguardo antropologico un vero e proprio work in regress, percorso verso l’origine attraverso la creazione di opere che rimandano ad antiche e mitiche civiltà. L’artista guarda a un mondo simbolico ricreato attraverso l’uso di immagini, riproduzioni di maschere, cerimoniali, rituali e riti ancestrali. “Ossa” appartenenti a giganteschi animali preistorici o mitici vengono scoperte o prodotte in un intersecarsi di piani linguistici. “Un aratro” primario strumento tecnologico nella storia dell’umanità ci compare nelle sembianze di un’inquietante macchina composta da parti di animali primordiali. 

Sul tempo come dimensione assoluta e simbolica si incentra il video di Francesco Jodice (1967), considerato uno dei più interessanti tra gli artisti che sperimentano nuove soluzioni espressive nel video e nella fotografia. In mostra verrà presentato Atlante. Il video per la propria forza espressiva coglie la dimensione temporale come assoluta, ponendoci di fronte all’imperscrutabilità della definizione della stessa. L’opera ha come elemento fondamentale la scultura di Atlante attorno alla quale l’artista ha mixato immagini tratte dalla prima guerra mondiale, dai bassifondi americani, dalla pubblicità degli anni 50. E mette insieme il discorso di addio di Eisenhower con un personaggio tratto da un film di Carpenter, la rivoluzionaria Angela Davis, il bassista dei Ramones e un cyborg del primo Alien, insieme come un coro, un’analisi critica del sistema i valori dell’Occidente.  

In chiusura, una riflessione sul tempo dell’inconscio con Gianluca e Massimiliano De Serio (1978), che operano sia con il cinema che con installazioni visive, scandagliando il tema dell’altro, dell’identificazione e delle relazioni che il tempo modifica. Nel film Un ritorno, cercando di superare un momento di crisi creativa, si sottopongono ad un esperimento di ipnosi multipla. L’opera punta lo sguardo su quella zona normalmente invisibile che è l'inconscio: “Abbiamo cercato di riflettere sulla nostra crisi artistica e identitaria, e l'unico modo per farlo non era sfuggirla, ma anzi meditare approfonditamente su di essa e sulle sue origini. Per questo era necessario un viaggio nel tempo, in quel tempo apparentemente irraggiungibile, ma in realtà iscritto nella nostra memoria: il momento del concepimento, la nascita”.

Il percorso espositivo è arricchito dal suggestivo dialogo con alcune opere grafiche delle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa, oggi conservate presso il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi.


Antonio Rovaldi | OTTELLA for GAM 2017

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Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 16.30, presso la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti, saranno presentate le opere vincitrici della II^ edizione del Premio Arte Contemporanea per la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti “OTTELLA for GAM”: 

  • Antonio Rovaldi, Notes for a book (Dear Michael,), 2017
  • Julia Bornefeld, Bianco, 2017

Sala della Torre - GAM A. FORTI, Palazzo della Ragione , Verona


Antoni Muntadas, Media Sites/Media Monuments | MAXXI, Roma

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Siamo lieti di segnalare l'acquisizione da parte del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, dell'opera Media Sites/Media Monuments : Roma di Antoni Muntadas.


Francesco Jodice : Da Io a Noi. La Città senza confini | Palazzo del Quirinale, Roma

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Il Palazzo del Quirinale a Roma per la prima volta ospita dal 24 ottobre al 17 dicembre una mostra d’arte contemporanea: Da io a noi. La città senza confini, ideata e promossa dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT, Direttore Generale Federica Galloni e dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, e curata da Anna Mattirolo.

Allestite nella Galleria di Alessandro VII e nelle Sale contigue, le opere di 22 artisti italiani e internazionali (residenti o spesso attivi nel nostro Paese) - Lara Almarcegui, Rosa Barba, Botto & Bruno, Maurizio Cattelan, Gianluca e Massimiliano De Serio, Jimmie Durham, Lara Favaretto, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Alberto Garutti, Mona Hatoum, Alfredo Jaar, Francesco Jodice,Adrian Paci, Diego Perrone, Alessandro Piangiamore, Eugenio Tibaldi, Grazia Toderi, Vedovamazzei, Luca Vitone, Sislej Xhafa, Tobias Zielony - presentano la visione delle odierne metropoli – senza confini e senza centro – sottolineando le potenzialità che animano questi luoghi nella prospettiva contemporanea.