Biennale di Lyon

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In occasione della mostra Le Monde Est Une Invention Sans Futur presso la Fondazione Bullukianevento ufficiale della Quindicesima Biennale di Lione, Mastrovito ha concepito un percorso che riassume i tratti della sua ricerca emersi in modo insistente nel corso degli ultimi anni, studiando un percorso site-specific proprio per questa sede.

Il titolo della mostra riprende la definizione con cui venne siglato il cinema dagli stessi inventori, i Fratelli Lumière, e ruota attorno a un pensiero sulla circolarità della vita, il moto perpetuo in cui la natura sviluppa la sua parte più distruttiva contrapponendola al ciclo vitale in cui si ricostruisce: da un lato l’oscurità, la pesantezza, la follia degenerativa; dall’altro un senso di levità, la luce, la rigenerazione. In mezzo, un grande giardino da attraversare. La contrapposizione tra la morte e la vita, ovvero tutto il processo che coinvolge costantemente la natura in ogni sua manifestazione, viene rimarcato nelle due distinte sezioni della mostra.

La mostra si suddivide nettamente in due sezioni: una più nera, in cui le opere rimandano ai temi principali della ricerca dell’artista attraverso lo spostamento di personaggi del passato, veri o di fantasia, in situazioni contemporanee.
La seconda parte, caratterizzata da colori più sgargianti, racconta come dallo scarto della nostra società – il libro fuori produzione, il righello come strumento anacronistico – possa nascere una nuova vita, grazie alla costante lotta per rigenerarsi che caratterizza la natura stessa.

La mostra parte quindi dalla parte più cupa e densa, per emergere piano piano verso quella rinascita spontanea e luminosa che caratterizza i cicli naturali e la storia del mondo.