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Debra Werblud
il Ciclope
 
[…]
Prima di morire la madre di Katschen gli raccontò del Ciclope:
«Chi vede con i due occhi», ella disse, «quando quello che vede è doloroso ne chiude uno. E se rimane addolorato, per quello che ha visto con entrambi gli occhi, li chiude tutti e due. Ma il Ciclope, invece, non chiude mai il suo unico occhio». Ascoltando queste parole, Katschen chiuse un’occhio e non gli sembrò vi fosse una gran differenza tra quello che vedeva con un solo occhio e quello che vedeva con entrambi. Poi chiuse anche l’occhio rimasto aperto e pensò: «Ora non vedrò mai più». E a questo punto si aprì un occhio sulla sua fronte. Quello che vedeva non era chiaro ma aveva una trasparenza che nell’altro modo di guardare non c’era. Katschen si guardò allo specchio e non vedendo l’occhio sulla sua fronte, richiuse nuovamente gli occhi e subito ebbe certezza che l’altro occhio era lì, sulla sua fronte. Da quel giorno sapeva di essere un Ciclope e guardando gli altri cercava di vedere se avessero anch’essi un occhio sulla fronte. […]

estratto da:
Yoel Hoffmann, Katschen and The Book of Joseph, New Directions, New York, 1999.

 

il Ciclope, video quicktime –>
2'50", (consigliata linea adsl)

rassegna opere –>
           
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