Quella di Cristina Treppo è una pratica
contemporanea che viene da lontano, da un uso consueto di raccogliere
ed ammucchiare, dalla polvere delle soffitte disabitate violate
da menti curiose e da mani veloci. L’artista tocca la materia
e la rende altro da sé, la decontestualizza e la ingloba
con soggetti diversi dando vita ad un’opera autonoma, straordinariamente
nuova, contrastante il suo passato e sbilanciata nel presente.
L’analisi del linguaggio della Treppo ci avvicina alla dinamica
dei ready made, degli object trouvé, ma ci distanzia da questi
per gli intenti, che non riguardano tanto il rapporto tra artista
ed opera, quanto tra oggetto e tempo, tra oggetto e spazio, tra oggetto
ed altro oggetto, per la supremazia finale, appunto, di un soggetto
unico che non abbia solo un altro nome, ma soprattutto un’altra
forma ed abiti un altro luogo.[…]
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