Decontestualizzare con ironia, sguardo tagliente,
sarcasmo e un gioco velato è al centro del lavoro di Antonio Riello,
artista veneto dalla provocatoria iconografia pop mescolata ad una
concettualità pungente e laterale.
Riello riprende oggetti
e soggetti presenti ed invadenti della nostra società presentandoli
attraverso un procedimento di rielaborazione che spiazza e diverte.
La conversione della cosa cattiva […] ad oggetto da camera
dei bambini, carta da parati della sala giochi, ceramica della
nonna, la sua serialità e fattezza leggera, spogliano lo strumento
sbalzandolo in una contro-realtà. Il filo velenoso della finzione
disarma lo spettatore ponendolo frontale ad un'opera che taglia
con il suo buonismo, l'allestimento scenico di macchine moltiplicate
e dal cromatismo assurdo, il linguaggio destabilizzante ed una
forma di denuncia sociale mai celata, ma rafforzata dal territorio
magico dell'arte come diffusore di una comunicazione pronta al
confronto e all'interrogazione necessaria sulla direzione ineluttabile
del destino collettivo.
Martina Cavallarin
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