Ancora una volta impegnato nell'analisi del rapporto
"vita-morte",
in New Religion Damien Hirst affronta il tema della religione
e della medicina attraverso una serie di simboli ricorrenti quali
croci, teschi, calici, colombe che si confondono ambiguamente con
farmaci e strumenti chirurgici, questi ultimi, vere e proprie icone
già note nelle opere precedenti (pill
paintings, Medical
Cabinets, Pharmacy ).
Con una serie di sculture,
fotografie e stampe in cui, non senza provocazione, Hirst plasma
una nuova religione che mette insieme scienza ed estetica cristologica,
egli prende come riferimento episodi e personaggi del Nuovo e Vecchio
Testamento per dare vita a una nuova iconografica attraverso opere
che assumono le sembianze di medicinali. Fra pillole che diventano
oggetti di culto e ferite chirurgiche raffigurate come stigmate,
la religione da sempre promette un tempo eterno oltre la vita terrena,
ma oggi sembra essere la scienza a prolungare "materialmente" la
vita, seducendo l'uomo con l'illusoria ricerca di immortalità,
la fine del dolore e, in generale, la promessa di salvezza.
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