Presentazione per la mostra
di Mauro Ghiglione
a cura di Angela Madesani
Galleria Michela Rizzo - Venezia, Gennaio 2005
Sei immagini fotografiche inframmezzate da un pannello di uguale dimensione ottenuto
con pezzi di sapone di Marsiglia. Sei ritratti di un urlo drammaticamente silenzioso,
proveniente da un volto di donna, che viene ripresa in caduta libera.
L’urlo è espresso visivamente in tutta la sua tensione, ma sembra
non uscire, non sentirsi, quasi fosse attutito dal muro di sapone che lava e
cancella il suono.
"Fresh and Clean Fright", è un’opera dell’artista
genovese Mauro Ghiglione, che ci parla dello spavento. Ma non lo spavento che è reazione
sana, che ci scuote dal torpore, che ci rimette a contatto con la capacità animale
di spaventarsi, istinto naturale appartenente ad ogni essere vivente. Quello
che Ghiglione descrive con la sua opera è lo spavento costante e subdolo,
che lavora su di noi quotidianamente e che ha lo scopo di bloccarci, di paralizzarci,
impedendoci qualsiasi reazione e qualsiasi azione. Assuefatti non ci accorgiamo
più di questo perenne stato di paura in cui viviamo ogni giorno, e ci
accontentiamo di sopravvivere in una condizione di non dolorosa indifferenza.
Emettere l’urlo significherebbe già uscire da questa tragica situazione,
il suono provocherebbe una rottura ,una piccola incrinatura. I pezzi di sapone
stanno però lì ad assorbire lo scarto vitale, per fare ‘muro’ ed
impedire ogni forma di comunicazione.
In occasione della presentazione di ‘Fresh and Clean Fright’, alle
ore 20.30 la Galleria Michela Rizzo presenta un intervento musicale di Daniele
Goldoni e Zeno De Rossi.
I musicisti che utilizzano tromba, flicorno e batteria, si basano su poche tracce
musicali scritte e lasciano molto spazio all’improvvisazione.
‘ In un mondo pieno di rumori provenienti da diverse parti in termini invasivi,
la musica oggi,- sostiene Daniele Goldoni -può trovare un suo significato
nel confronto con elementi sonori già dati e può sviluppare, partendo
da un contesto fatto di sonorità quotidiane, un proprio discorso musicale.
Una musica fatta di momenti e di nuclei sonori, che possono svilupparsi in diverse
direzioni, diventa oggi più consona all’ascolto rispetto ad una
musica narrativa fatta di lunghe estensioni ed articolazioni, con una struttura
complessa.’
L’ intervento musicale diventa a questo punto una performance: i musicisti
improvvisano ‘ascoltandosi’ reciprocamente, e prestando attenzione
anche al pubblico e all’ambientazione, elementi che rientrano attivamente
a far parte del progetto musicale, influenzandone l’esito.
In occasione della mostra uscirà un catalogo edito per l’occasione
da Neos edizioni contenente una conversazione dell’artista con Angela Madesani – critico
d’arte milanese.
La collaborazione tra Angela Madesani e Mauro Ghiglione dura da qualche anno
ed è sembrato utile ad entrambi far conoscere che il rapporto intellettuale
fra curatore ed artista sembra ancora esistere (a dispetto dei tempi)
Angela Madesani
dicembre 2004 |