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Leon Ferrari
 
León Ferrari è uno che fa, che "cerca materiali estetici e inventa leggi per organizzarli intorno ai significati" riuscendo a incorporare la più immediata realtà come materia di rinnovamento del suo linguaggio. Ferrari è fra quegli artisti che trovano ridicolo e ingenuo, se non inutile, etichettare la sua opera in un genere ristretto. Effettivamente afferma: "… quando qualcuno va ad una mia mostra ha l'impressione di vedere una collettiva, perché prima faccio una serie e dopo la lascio e poi ne faccio un'altra. Per molto tempo ho fatto sculture di acciaio saldato e altre annodate come quelle che sto facendo ora".
Oserei affermare che ci sono due linee di lettura in tutta la sua opera: una sofisticata, dove l'estetica appare al primo posto, e l'altra dove messaggi altamente politicizzati ci sorprendono nel mezzo di un'immagine, entrambe dominate da un ironico e trasgressivo senso del'umore. Ferrari afferma "Ho fatto e faccio due tipi di opere: alcune non hanno nessuna intenzione etica: quadri, disegni astratti, sculture di acciaio, etc. In altre uso l'estetica per mettere in discussione l'etica della cultura occidentale".
[…]

Irma Arestizabal


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