Sophie Westerlind

Stoccolma, 1985



ASSEMBRAMENTI

14 Giugno - 1 Agosto 2020
Opening su invito, con prenotazione obbligatoria: sabato 13 giugno 2020 dalle ore 11.00 alle ore 21.00
Galleria Michela Rizzo.

Finalmente sabato 13 giugno inauguriamo la nuova mostra Assembramenti, simbolo della ripartenza dopo mesi di lutto e di lockdown che hanno segnato profondamente tutti noi.

Un’esposizione anomala per la Galleria Michela Rizzo poiché, per la prima volta nella sua storia, propone nei propri spazi una collettiva con più di 30 artisti. Un vero e proprio affollamento di opere che vogliono rappresentare ricchezza emotiva e voglia di tornare a lavorare e riprendere i discorsi interrotti.Abbiamo riunito il lavoro di artisti coi quali collaboriamo da tempo e con cui abbiamo condiviso bellissimi momenti, e inserito qualche nuovo arrivo... l’auspicio è che questa reunion porti a tutti una sferzata di energia e una ventata di ottimismo! 

La mostra si sviluppa attraverso un percorso variegato ed eterogeneo nel quale realtà artistiche differenti sono poste in dialogo e in confronto fra loro.
Passando attraverso tutti i medium, dal disegno alla pittura, dalla scultura alla fotografia e dal video all’installazione, Assembramenti intende accogliere, all’interno di uno spazio articolato come quello dell’ex birrificio della Giudecca, un raggruppamento di opere esposte, per innalzare lo spirito e regalarci positività. È anche sulla forza dei contrasti e delle diversità che si vuole colpire e sorprendere, cominciando dalla pittura, talvolta leggera e sottile, come nelle opere su carta di Riccardo Guarneri, o nei paesaggi astratti di Saverio Rampin, talvolta più espressionista e decisa come quella di Sophie Westerlind. Frecce distribuite nello spazio, quasi a volerci indicare il percorso della mostra, The mesmerizing trinities of Kayem (from LS) di Lucio Pozzi. Forme sottili e semplici si delineano dalla mano di Giorgia Fincato sottili fili che diventano labirintiche mappe del nostro passaggio, nelle grandi carte di Mariateresa Sartori.Paesaggi mutati, attraversati, percorsi, ritratti, studiati, modificati nelle opere di Antonio Rovaldi, Francesco Jodice, Ryts Monet, Michael Hoepfner, Hamish Fulton. Osservare, spostarsi e creare diventano azioni complementari; materia, fotografie e sculture raccontano di un vissuto di cui l’oggetto artistico è appendice dell’esperienza. Le opere parlano della natura nelle sue più ampie forme: ostile e in perenne lotta con l’uomo nei light box di Andrea Mastrovito - per la prima volta in mostra negli spazi della GMR - o nell’uso che ne fa Silvano Tessarollo, dove la ritroviamo materia stessa del quadro, composto infatti da erba, terra, e acqua, lavori attraverso cui l’artista ci trasmette la transitorietà e caducità delle cose. E poi il ritorno ai temi concreti e fondanti dell’umanità e della società moderna con Antoni Muntadas: la globalizzazione, il capitalismo transnazionale, l’interconnessione delle mondo che passa anche dalla attraverso parola. Distribuite nello spazio le opere di Silvano Rubino, artista che usualmente esplora ambiti diversi - dalla fotografia, alla pittura, dalle installazioni ai video - presenta delle opere in vetro, dove alla poesia coniuga una visione concettuale.


Sophie Westerlind (Stoccolma 1985) si è laureata presso la Central Saint Martins’ (BA) nel 2011 e presso il Royal College of Art (MA) nel 2013, Londra. Il suo interesse per interpretare il linguaggio del corpo umano e le relazioni interpersonali l’ha portata all’Accademia di Belle Arti di Venezia (MA 2018) per svolgere una ricerca approfondita sulla potenziale espressiva del corpo umano. I suoi dipinti e disegni riflettono la sensibilità e l'attenzione che pone verso le persone e il loro modo di esprimersi. Gli esseri umani e i luoghi quali testimonianza di una presenza intima sono i temi principali della sua pratica artistica. Le persone prese dalla sua vita quotidiana sono una grande fonte di ispirazione e costituiscono il tema della sua ricerca pittorica attuale. In una serie (in progress) di ritratti dipinti dal vero si focalizza non tanto su una restituzione somigliante della persona ma sul cercare di comunicare l’espressione personale. 

Ha di recente (nel 2019) esposto in Italia al Museo Diocesano di Feltre e al Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore, in collaborazione con Dolomiti Contemporanee. In Svezia ha esposto al Liljevalchs Konsthall e al Gustav III’s Antikmuseum a Stoccolma. Nel 2019 risulta vincitrice di un premio nazionale svedese per il disegno. Vive e lavora fra Venezia e Stoccolma. 

ENG

Sophie Westerlind (b.1985, Stockholm) received her BA from Central Saint Martins in 2011 and her MA from the Royal College of Art, London, in 2013. Her interest in interpreting body language and interpersonal relationships brought her to the Accademia di Belle Arti di Venezia (MA 2018) in Italy, to specialize in anatomy and the expressive potential of the human body. Her drawings and paintings reflect her sensibility to people and their personal way of expressing themselves. Human beings and the locations that bear testimony to an intimate presence are the main themes of her artistic practice. People from her everyday life are a great source of inspiration and the theme of Sophie’s current artistic research. In a series of painted portraits, her aim is to capture personal expression rather than likeness. Her sitters are friends, family or acquaintances that are important to her.

She has recently exhibited in Italy at the Museo Diocesano di Feltre, and at the Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore, in collaboration with Dolomiti Contemporanee. In Sweden, she has exhibited at Liljevalchs Konsthall, and at Gustav III’s Antikmuseum in Stockholm. In 2019, she received the Swedish national bursary for drawing, ’Den tänkande handen’. She lives and works between Venice and Stockholm.