RICCARDO GUARNERI

Firenze, 1933



Riccardo Guarneri (Firenze,1933), dopo la frequentazione della Scuola Libera del Nudo, ventenne inizia a dipingere contemporaneamente ad un’attività musicale.

Ha insegnato pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bari, Venezia e Firenze ed è inoltre Accademico Emerito per l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Dopo i primi quadri figurativi, negli anni Cinquanta si avvicina all’informale. La mostra d’esordio di Guarneri lo vede legato ancora all’ambito informale ma, come racconta l’artista, si trattava di «... anni fervidi, tutto era come travolto dalle esperienze, dalle scoperte. Nel 1959 andai per la prima volta in Germania, a Dusseldorf. Ancora dipingevo informale. Cominciai a girare per gli studi di quei pittori che più sentivo vicini alla mia ricerca. Il Nord Europa mi appariva allora come una straordinaria fucina, laboratorio, eccitante network di sperimentazione, realtà viva, nervosa, cosmopolita. Conobbi Otto Piene, Peter Brüning, Hansjorg Glattfelder. Poi anche Raimond Girke e Winfred Gaul. Andavo ai loro studi e diven- tammo amici, anche se io ero più giovane».

Nel 1962 Guarneri comincia ad interessarsi al colore in quanto luce, alla grafia come pittura e ai problemi inerenti alla percezione visuale. Da questo momento in poi, segno, luce e colore si identificano, sostanziando un mondo poetico di sensibilità acuta e costituendo, pur nelle sue diverse fasi, il filo conduttore di una ricerca decisamente personale. Dal 1964 in poi il lavoro acquista una struttura più rigorosa e geometrica, lasciandosi conquistare dallo schema geometrico di rombi o quadrati ripetuti in impercettibile asimmetria.

La ricerca di Guarneri, ormai matura e originale, è premiata con l’invito alla XXXIII Biennale di Venezia (dove condivide la sala con Agostino Bon- alumi e Paolo Scheggi) e alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunstalle di Berna, mentre sono del 1967 le partecipazioni alla V Biennale di Parigi e alle mostre di Nuova Tendenza. Parteciperà poi nel 2017, su invito da parte di Christine Macel alla 57a Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Viva Arte Viva. Numerose sono le personali che vedono l’artista impegnato in Italia ed in Europa.

Nel 2018 è invitato alla mostra 100% Italia. Cent’anni di capolavori, tenutasi al Museo Ettore Fico di Torino. Nel 2019 il Museo del Novecento di Milano inserisce un’opera di Guarneri nell’ambito della riorganizzazione del museo, inaugurando un nuovo itinerario espositivo. Il Museo del Novecento di Firenze, invece, gli dedica una mostra personale.

La Galleria Michela Rizzo collabora con l’artista fiorentino da molti anni. Tra le sue recenti mostre in galleria, la personale Leggerissima e insieme forte, 2016, a cura di Fabio Belloni, e le collettive Due o Tre Dimensioni Infinite, 2018 e Soglie e limiti, 2019, a cura di Elena Forin.

Numerose sono le personali che vedono l’artista impegnato in Italia e in Europa.

Nel 2018 è invitato alla mostra 100% Italia. Cent’anni di capolavori, tenutasi al Museo Ettore Fico di Torino. Nel 2019 il Museo del Novecento di Milano inserisce un’opera di Guarneri nell’ambito della riorganizzazione del museo, inaugurando un nuovo itinerario espositivo.

Il Museo del Novecento di Firenze, invece, nello stesso anno gli dedica una mostra personale e sarà presente alla fiera internazionale Frieze, con un intero stand a lui dedicato, a cura della galleria londinese Rosenfield.

La Galleria Michela Rizzo collabora con l’artista fiorentino dal 2016 anno in cui gli organizza una mostra personale nella spazi giudecchini, Legger- issima e insieme forte, a cura di Fabio Belloni, a cui è seguita la pubblicazione di un catalogo Il Canneto editore. Il lavoro di Guarneri sarà inoltre presente nelle collettive: Due o Tre Dimensioni Infinite, 2018 a cura di Davide Ferri e Soglie e limiti, 2019, a cura di Elena Forin.