PIERPAOLO CURTI

Lodi, 1972



Il visitatore è introdotto dall’opera video Gymkhana (2012), origine della mostra, la prima, di Pierpaolo Curti alla Galleria Michela Rizzo di Venezia. Si tratta di una passeggiata in montagna, su un’alta via dolomitica. Due sono i punti di vista al rallentatore, quello dell’artista che riprende il sentiero, il camminamento, Path 21, attraverso una steadicam e quello dato da una telecamera che riprende l’artista stesso, dal basso, il suo sguardo verso il cammino che lo attende durante la percorrenza.   

L’immagine di apertura è anche quella di chiusura. Tra le due è il percorso attraverso le opere che chi guarda è chiamato a fare.

Nella prima stanza della galleria è un grande wall painting con una costellazione stellare, Constellation#21. È il macrocosmo, in raffronto alla nostra esistenza, microcosmo. 

In mostra sono dipinti di momenti e misure diversi: sono la sedimentazione del processo interiore generato dalla camminata.

Il linguaggio al quale Curti si dedica maggiormente è la pittura, ma per i suoi lavori utilizza media diversi: dal disegno al video, all’installazione. Il suo è sempre un atteggiamento sperimentale nei confronti del medium, delle sue  peculiarità, del suo ampio spettro di possibilità. 

Aspetto fondante della sua ricerca è sempre più, nel corso degli anni, la volontà di dichiarazione dell’autonomia dell’opera, la sua eloquenza e la sua indipendenza rispetto alle parole, che potrebbero, dovrebbero offrirne una spiegazione. È la tensione all’eloquenza della ricerca, del lavoro. La presa di coscienza, l’azione, che comportano una valenza di natura etica sono portanti. Qualsiasi azione ne richiama un’altra. Tutto ha una conseguenza. Così in Gymkhana.

Sono assai più importanti il cammino, la strada, il mezzo del fine, del punto di arrivo. Il cammino è il protagonista di questa mostra, in cui le singole opere hanno un ruolo corale in cui l’uomo non compare, ma è protagonista. Ci troviamo di fronte a un lavoro in cui l’azione, l’esperienza sono fondamentali.

L’atmosfera d’insieme delle opere è sempre venata da colori freddi, nei quali la luce è impietosa e rivelatrice. La sua pittura è magra, compatta, le campiture sono larghe e piatte. I soggetti sono ponti senza parapetto, montagne prive di sentieri, ampi pioli impraticabili, che potrebbero, tuttavia, essere dei livelli di appoggio, collocati nella costa della roccia.

È un lavoro di matrice esistenziale in cui l’autobiografia è solo uno dei possibili punti di partenza. Nelle sue pitture, come ho già scritto, molti sono i legami con il cinema, la letteratura. Legami metabolizzati e fatti propri, senza citazioni di sorta. Quello di Curti è un tentativo di azzeramento: nel contenuto e nella forma. È un artista lento, produce solo una quindicina di opere l’anno. Non sente il bisogno di inflazionare il panorama, già oberato di immagini, con la sua presenza.

Del resto l’unico modo per riuscire a vedere è quello di rallentare il ritmo per riuscire a cogliere, guardare attentamente, a prendere coscienza del circostante nella sua meraviglia e magnificenza, così la grande costellazione . Dobbiamo farlo per entrare nei fenomeni, per avvertire il suono del silenzio, della natura, per riuscire a osservare. 

Lo spettatore, attraverso le opere di Curti, dovrebbe, appunto, essere condotto in una dimensione differente dal reale percepito, in un’atmosfera di solitudine, di assenza, che dovremmo-potrebbe essere un imperativo morale- imparare ad accettare, perché parte del nostro essere. Una parte che tendiamo a eludere, convinti di essere più forti di quanto non siamo, immuni all’isolamento. 

L’uomo, l’artista cammina da solo in alta quota, con i suoi pensieri che lo aiutano a comprendere quanto è reale, ciò che non è sovrastrutturato. Tutte le opere in mostra sono segnate dalle suggestioni esistenziali provocate dalla camminata, dalla paura, dal coraggio, dalle intuizioni, dall’adrenalina, dalla forza.  Il corpo, nella sua totalità, passa da una dimensione all’altra, insieme al pensiero. 

Il tutto in una dimensione che si pone aldilà di qualsivoglia relativismo, per giungere alla verità, la sua, quella del circostante, dell’uomo, della natura, della poesia del tutto in cui il cerchio ogni volta si chiude. 

Angela Madesani

Pierpaolo Curti

Path 21

Assunto / Hyphotesis : Angela Madesani

Opening: 13.01.2018, h. 12.00

13.01 - 03.03.2018

Nasce nel 1972 a Lodi, città in cui vive e lavora

Mostre personali | solo show

2016 “WHITE CORNER” Palazzo Collicola” SPOLETO
2013 “WHITE DREAM” Rizhoma Gallery MILANO
2012 “GYMKHANA” Fondazione Mudima MILANO
“PLAYGROUND” Galleria studio G7 BOLOGNA
2011 “PLAYGROUND” BPL Art center Renzo Piano LODI
2009 “WHITE BUILDINGS” Galleria studio G7 BOLOGNA
“COLTIVAZIONE#3” Internazionale FERRARA
2006 “NEW PAINTERS” Fondazione Mudima MILANO
2005 “IL MONDO ATTORNO” Galleria San Fedele MILANO
2001 “ESTINZIONE” Galleria Spirale arte MILANO
2001 “MUTAZIONE DI SISTEMI” Galleria Spirale arte PIETRASANTA
1998 “LETTERE” Castello di SAN’ANGELO LODIGIANO

Mostre collettive | group Show

2017 “MY WAY – A MODO MIO” Museo arte contemporanea Mambo BOLOGNA
“VIBRAZIONE ISTANE GESTO” Galleria Gattafame BERNAREGGIO
2015 “CLOSE UP” Palazzo Collicola SPOLETO
“ITALIA DOCET” Palazzo Barbarigo Minotto 56° Biennale arte VENEZIA
“SALETERRARUM” Villa Litta di Lainate EXPO 2015 MILANO
2014 “FLUANTA” Ex Ospedale Soave CODOGNO
“UNA SOLITUDINE TROPPO RUMOROSA” Nuova galleria Morone MILANO
“TRASFIGURAZIONI” Abbazia di San Remigio PARODI LIGURE
2013 “PREMIO TERNA 05” Tempio di Adriano ROMA
“ARTISTS FOR NUTOPIA” Nutopia embassy NUTOPIA
“OLTRE” Rocca San Giorgio - ORZINUOVI
2012 “ON PAPER” Galleria Studio G7 BOLOGNA
“AL DI LA’ DELLA PITTURA” Galleria Il Chiostro SARONNO
“NATURARTE” Palazzo comunale di Castell’Arquato PIACENZA
“OLTRE” Sala Manzù BERGAMO
2010 “THE BEARABLE LIGHTNESS OF BEEING” 12° Biennale Architettura VENEZIA
“DEEP INSIDE” K35 Gallery MOSCA
“PREMIO LISSONE” Museo d’arte contemporanea LISSONE
2009 “PAESAGGI DELL’INVISIBILE” Galleria Traghetto ROMA
“PLAYLIST” Galleria Neon BOLOGNA
2008 “ARTE E POTERE” Galleria San Fedele MILANO
2006 “BERLINER LISTE” Vitra design museum BERLINO
2005 “PRUEFSTELLE” Galerie Davide Di Maggio BERLINO
“IL SENSO DEL CORPO” Galleria San Fedele MILANO
2004 “ARMOURY” Trevi Flash art Museum TREVI PG
“CONTEMPORANEA GIOVANI 2” Ex Ticosa COMO
2003 “ANALOGIE TRA ANOMALIE” Villa Sollazzo VARALLO P. NOVARA
2001 “HUA” O’Artoteca MILANO
1999 “MERIDIANI-MERIDIANOS” M.U.N.A SAN PAULO

 

Curriculum Vitae