NANNI BALESTRINI

Milano, 1935



Inaugurazione: venerdì 18 settembre, ore 18.30

con la collaborazione della Collezione Luigi Bonotto e un videointervento critico di Achille Bonito Oliva

18 settembre - 7 novembre 2015

Il progetto espositivo “La Tempesta Perfetta” di Nanni Balestrini sviluppa il tema della crisi economica e sociale contemporanea in un gioco di rimandi e citazioni visive e poetiche che mescolano “La Tempesta” del Giorgione a quella di Shakespeare. Una serie di lavori di grande impatto visivo e forte contenuto sociale e politico in un raffinato allestimento appositamente sviluppato per la mostra veneziana.
Tra le varie possibili interpretazioni della “Tempesta” del Giorgione, Balestrini predilige per questo ciclo di lavori quella che vi vede rappresentata la Cacciata dal Paradiso, conseguenza del peccato originale. Un tema assai bizzarro per Balestrini ! Certamente è così se lo si considera come un esercizio di esegesi biblica. Ma evidentemente non è in quella direzione che si deve indagare. Il paradiso perduto non è un tema esclusivo dei credenti. Al contrario, è una condizione universalmente condivisa dall’essere umano. La psicoanalisi ce lo ha spiegato in più modi. Una condizione che si acuisce nei momenti di crisi, sia essa strettamente personale, intima, oppure sociale, collettiva. Quindi la scelta di Balestrini di utilizzare la Tempesta del Giorgione in questo ciclo di lavori ha a che vedere con la perdita.

In effetti, a ben vedere, al fondo dell’enigmaticità dell’opera di Giorgione si situa una sorta di perdita. Essa si presenta senza riferimenti per una sua comprensione generando una perdita di senso compiuto, una perdita di una chiara ed univoca interpretazione. Una perdita di comprensione che ne esalta il suo fascino.

Una perdita radicale, che segna la dissoluzione di un mondo. Non è un caso che una tale opera compaia all’inizio del Cinquecento in ambiente veneziano. La Tempesta, e forse sta qui la potenza del suo secolare fascino, annuncia lo scombussolamento dell’organizzazione economica ed amministrativa della Repubblica di Venezia che, per la prima volta, deve riconsiderare la campagna e il suo paesaggio. La Tempesta testimonia quindi di un periodo di crisi.
Costruiti scomponendo i particolari del dipinto del Giorgione, e ricomponendoli in modo casuale con il commento dei brani shakespeariani, i lavori del progetto “La Tempesta perfetta” evidenziano quindi una delle inquietudini che attraversano l’attualità: la dissoluzione del mondo così come siamo soliti comprenderlo. L’incapacità dell’uomo contemporaneo di dare un senso compiuto alle “pulsioni oscure” che popolano questo momento di crisi, e che gli si presentano come frasi spezzate, brandelli di parole non-organizzate, trovano nell’allestimento volutamente barocco un tentativo di interpretazione e rappresentazione plastica.
L’impegno sociale e politico di Balestrini sviluppano in questo progetto un ragionamento fine ed accurato sul cambio di paradigma che l’attuale crisi del mondo capitalista occidentale sembra annunciare.
Il progetto “La Tempesta perfetta” nasce dall’incontro di Nanni Balestrini con Luigi Bonotto. Il suo invito a creare delle opere che intrecciassero dei tessuti, prodotti dalla sua azienda, ed alcuni ingrandimenti fotografici di opere rinascimentali, realizzati dallo Studio Bozzetto, ha creato la possibilità di realizzazione dell’intero ciclo.

Scrittore e artista visivo, fin dagli anni Sessanta è stato al centro dei cambiamenti culturali nazionali. Tra gli animatori della stagione della neoavanguardia, ha fatto parte dei poeti "Novissimi" e del "Gruppo 63". Ha esposto nel 1993 alla Biennale di Venezia, nel 2012 a Documenta di Kassel, e con personali alla alla Galleria Mazzoli di Modena, alla Galleria Michela Rizzo di Venezia, alla Galleria Frittelli di Firenze, al MACRO di Roma, alla Fondazione Morra di Napoli, alla Fondazione Mudima di Milano, alla Fondazione Marconi di Milano e al Museion di Bolzano. Ha partecipato alle grandi mostre collettive La parola e l’arte, MaRT Rovereto (2007); Italics, Palazzo Grassi, Venezia (2008); 1988 vent'anni prima vent'anni dopo, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (2008); Futurismo 1909-2009, Palazzo Reale di Milano (2009); Mille e tre, Louvre, Parigi (2009); Roma Pop City 60-67, MACRO di Roma (2016). Ha realizzato la stazione Lala della metropolitana di Napoli e la stele Incipit per la biblioteca di Vignola. Insieme a Umberto Eco ha animato la rivista «alfabeta2», nuova serie della storica rivista culturale «alfabeta». È autore del romanzo multiplo elettronico Tristano, della trilogia La Grande Rivolta (Vogliamo tutto, Gli invisibili e L’editore). sulle lotte del movimento negli anni ’70. Nel 2017 ha presentato il secondo volume della sua opera omnia poetica: Le avventure della signorina Richmond (1972-1989), e lo ZKM – Center for Art and Media di Karlsruhe gli ha dedicato la retrospettiva Poetische Expansionen I.