IVAN BARLAFANTE

Giulianova, 1967



a cura di Laura Cherubini

Inaugurazione: giovedì 8 dicembre, ore 12.00

9 dicembre 2016 - 28 febbraio 2017

Con la mostra L’Orizzonte rovesciato, il lavoro di Ivan Barlafante si pone sul labile liminare tra la dimensione naturale e quella spirituale. Ognuna delle tre sale è improntata a una diversa situazione spaziale e a un differente elemento.

La prima sala è dedicata alla terra e vi troviamo una scultura formata da una parte della radice di due olmi portati via dalla piena, arrivati al mare e spiaggiati. La superficie è stata privata della corteccia e poi sabbiata, levigando una a una, fino a rimuoverle, le sue tragicità. L’albero si spoglia del suo vissuto, offrendosi in una dimensione in cui ogni giudizio è assente.

E’ come essere davanti a un Haiku, poesia giapponese di soli tre versi, costruita da regole precise, una poesia di concentrazione. Le altre opere corrispondono all’idea di poter fruire un’opera senza parafrasarla. Non sono definizione di qualcosa che chiede di essere tradotto. Al contrario, chiedono la sospensione del giudizio in favore di ciò che esse esprimono. Sono fatte di corteccia, tocchi di tronco, vetro, taffetà di seta… hanno forme quadrate o rettangolari. Non sono da comprendere analogicamente, la comunicazione, svincolata dalla parola, passa attraverso lo stupore.

La seconda sala è dedicata all’acqua. In un fusto di plastica blu è immerso un altoparlante. La possibilità di ascolto è dunque sommersa. Il suono è al limite dell’essere udibile. Questo genera una leggera increspatura a onde della superficie acquea. Si tratta di un processo di visualizzazione del suono. Qualcosa che non può essere percepito si manifesta. Una trascendente esperienza dell’essere è messa in scena. Per terra c’è una piccola opera con luce implosiva. Le due sale sono unite nel muro divisorio da una lastra di vetro di cui vediamo solo il bordo sfrangiato.

La terza sala, al primo piano, è quella della pietra. C’è un cerchio di sassi di marmo che poggiano uno sull’altro su un filo di luce che sottrae gravità. Nell’ordine inferiore abbiamo il regno dell’Alterità e dell’Empatia, di sopra la dimensione dell’Oltre.

Come diceva Fabio Mauri l’arte è sempre “oltre”… E ora Fiat Lux. La luce del pensiero incarnata negli elementi naturali.

Ivan Barlafante (Giulianova, 1967) vive e lavora a Roma.

 Nel 2000, realizza una mappa stellare in acciaio a specchio rivestendo un’intera piazza di Praga nell’ambito di Praga Capitale Europea della Cultura. Nel 2001 partecipa alla VIII^ Biennale d’Arte del Cairo e alla mostra Cosa arcana e stupenda a cura di Andrea Bellini; nel 2004 fa la personale dal titolo “In me” presso la galleria Oredaria a Roma; nel 2006 realizza ed espone l’istallazione I Love You per il Tempietto del Carmelo a Roma. Nel 2009 l’opera TI AMO viene selezionata per il film La casa sulle nuvole di Claudio Giovannesi, vincitore come miglior opera prima al Festival del Cinema di Roma del 2012. Nel 2014 partecipa alla Bienal del Fin del Mundo al Museo a Mar del Plata in Argentina; l’anno successivo è tra i protagonisti della mostra Flags presso la Serra dei Giardini a Venezia come evento collaterale alla Biennale. Nel 2016, per la Fondazione La Verde La Malfa presso il Parco dell’Arte di Catania, ha realizzato l’installazione site-specific permanente Perché io sono te. Lo stesso anno la Galleria Michela Rizzo di Venezia ospita la mostra personale dal titolo L’orizzonte rovesciato, a cura di Laura Cherubini. Nel 2017, dopo aver concluso la mostra 45° 27' 22" N 12° 23' 10" E promossa dalla galleria Michela Rizzo presso l’isola del Lazzaretto Nuovo a Venezia, l’artista espone il suo lavoro al Grande Museo del Duomo di Milano nella mostra Limiti-Confini a cura di Sabino Maria Frassà e partecipa come giudice alla quinta edizione del premio Cramun. Sempre nel 2017 vince il premio Level 0 dato da ArtVerona, che lo porterà alla realizzazione, nel 2018, della mostra site specific dal titolo La bellezza dell’inutile negli spazi dei Musei Civici di Bassano del Grappa a cura di Chiara Casarin; partecipa alla mostra Tutta l’arte è imitazione della natura a cura di Manuela Evangelista presso il Museo Orto Botanico Roma; partecipa a Avevo 20 anni presso la Villa Bagatti Valsecchi di Varedo a cura di Sabino Maria Frassà; realizza la mostra personale Tremendo: il bello è solo l’inizio presso lo spazio Gaggenau a Milano a cura di Sabino Maria Frassà con la courtesy della Galleria Michela Rizzo; la mostra I am what I do with my hands press oil MAAM Museo delle Arti Applicate del Mobile a Villa Dionisi, Cerea – Verona, a cura di Manon Comerio