HAMISH FULTON

Londra, 1946



ASSEMBRAMENTI

14 Giugno - 1 Agosto 2020
Opening su invito, con prenotazione obbligatoria: sabato 13 giugno 2020 dalle ore 11.00 alle ore 21.00
Galleria Michela Rizzo.

Finalmente sabato 13 giugno inauguriamo la nuova mostra Assembramenti, simbolo della ripartenza dopo mesi di lutto e di lockdown che hanno segnato profondamente tutti noi.

Un’esposizione anomala per la Galleria Michela Rizzo poiché, per la prima volta nella sua storia, propone nei propri spazi una collettiva con più di 30 artisti. Un vero e proprio affollamento di opere che vogliono rappresentare ricchezza emotiva e voglia di tornare a lavorare e riprendere i discorsi interrotti.Abbiamo riunito il lavoro di artisti coi quali collaboriamo da tempo e con cui abbiamo condiviso bellissimi momenti, e inserito qualche nuovo arrivo... l’auspicio è che questa reunion porti a tutti una sferzata di energia e una ventata di ottimismo! 

La mostra si sviluppa attraverso un percorso variegato ed eterogeneo nel quale realtà artistiche differenti sono poste in dialogo e in confronto fra loro.
Passando attraverso tutti i medium, dal disegno alla pittura, dalla scultura alla fotografia e dal video all’installazione, Assembramenti intende accogliere, all’interno di uno spazio articolato come quello dell’ex birrificio della Giudecca, un raggruppamento di opere esposte, per innalzare lo spirito e regalarci positività. È anche sulla forza dei contrasti e delle diversità che si vuole colpire e sorprendere, cominciando dalla pittura, talvolta leggera e sottile, come nelle opere su carta di Riccardo Guarneri, o nei paesaggi astratti di Saverio Rampin, talvolta più espressionista e decisa come quella di Sophie Westerlind. Frecce distribuite nello spazio, quasi a volerci indicare il percorso della mostra, The mesmerizing trinities of Kayem (from LS) di Lucio Pozzi. Forme sottili e semplici si delineano dalla mano di Giorgia Fincato sottili fili che diventano labirintiche mappe del nostro passaggio, nelle grandi carte di Mariateresa Sartori.Paesaggi mutati, attraversati, percorsi, ritratti, studiati, modificati nelle opere di Antonio Rovaldi, Francesco Jodice, Ryts Monet, Michael Hoepfner, Hamish Fulton. Osservare, spostarsi e creare diventano azioni complementari; materia, fotografie e sculture raccontano di un vissuto di cui l’oggetto artistico è appendice dell’esperienza. Le opere parlano della natura nelle sue più ampie forme: ostile e in perenne lotta con l’uomo nei light box di Andrea Mastrovito - per la prima volta in mostra negli spazi della GMR - o nell’uso che ne fa Silvano Tessarollo, dove la ritroviamo materia stessa del quadro, composto infatti da erba, terra, e acqua, lavori attraverso cui l’artista ci trasmette la transitorietà e caducità delle cose. E poi il ritorno ai temi concreti e fondanti dell’umanità e della società moderna con Antoni Muntadas: la globalizzazione, il capitalismo transnazionale, l’interconnessione delle mondo che passa anche dalla attraverso parola. Distribuite nello spazio le opere di Silvano Rubino, artista che usualmente esplora ambiti diversi - dalla fotografia, alla pittura, dalle installazioni ai video - presenta delle opere in vetro, dove alla poesia coniuga una visione concettuale.


ITA

Hamish Fulton è nato a Londra nel 1946. La sua particolare condizione artistica non permette di confinarlo all’interno di uno studio o una città particolari. Come walking artist, infatti, il suo studio e, più in generale, la sua “città”, sono i luoghi che visita grazie alle sue lunghe camminate che costituiscono il cuore pulsante delle sue opere.

 

Finora non ho mai camminato con uno smartphone. Diciamo che se per i camminatori il Gps di uno smartphone è utile (anche per salvarsi la vita), dal mio punto di vista, con il suo uso, siamo «persi». Persi per convenienza, persi per l’imposizione delle corporation tecnologiche, persi perché crea una dipendenza, persi nel nostro rifiuto meccanicistico della natura «selvaggia». Per tutto il tempo che concentriamo le attività umane nei nostri smartphone, siamo contemporaneamente e diametralmente opposti alla natura, guardiamo nella direzione opposta. La natura è persa per noi, specialmente per i bambini.

Hamish Fulton in Il Giornale dell’Arte, n.392, 2018

 

Fulton, maestro della Walking Art, segue un’etica che comprende il non lasciare tracce materiali delle sue camminate, non collezionando materiali dei percorsi che ha intrapreso per mostrarle nelle gallerie; tuttavia, traduce le sue azioni in una grande varietà di media, combinando descrizioni basate su testi scritti con fotografie, illustrazioni e sculture in legno per comunicare le sue esperienze di camminatore ai visitatori delle gallerie. Il termine “Walking Artist” è stato da lui stesso coniato negli anni Settanta; non si definisce un artista della Land Art, così come afferma che nessuno dei due termini scelti per definire la sua arte, faccia riferimento a un mezzo o un materiale artistico predefinito; il camminare diventa la base per creare la propria arte, per rimettere l’artista, e chi con lui decide di partecipare alla camminata, in connessione con la Madre Terra. In un’ulteriore intervista rilasciata al Giornale dell’Arte, nel 2018, Fulton afferma inoltre di avere a cuore un’altra pratica che lo connette anche alla questione della salvaguardia dell’ambiente: la Deep Ecology, basata su un sistema di valori “ecocentrico” che segue un’etica ambientale, riflettendo sul ruolo della vita umana come parte dell’ecosfera.

 

Nel 2017, l’artista ha tenuto una mostra personale alla Galleria Michela Rizzo, dal titolo Unlike a drawn line, a walking line can never be erased; nel 2018, in occasione di Artissima, ha realizzato un Public Walk organizzato da Häusler Contemporary di Zurigo e dalla Galleria Michela Rizzo, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea. Il progetto comprendeva che duecento persone camminassero per circa un’ora a distanze regolari in linee determinate sulla pista storica del Lingotto Fiat.

 

ENG

Hamish Fulton was born in London in 1946. His particular artistic condition doesn’t allow him to be restricted in an atelier or in a specific city. Indeed, we can call his city, or more specifically his atelier, the places that he visited through his long walks, heart of his works.

 

Until now, I never walked with a smartphone. we can say that if a smartphone Gps is useful for walkers (also because it can save lives), in my opinion, we are “lost” by means of its use. We are lost for convenience, for the imposition of the technological corporation, because it creates a dependence, we are lost in our mechanical rejection of the savage nature. For all the time we spent in the human activities by our smartphones, at the same time we are opposed to the nature, we watch in the opposite direction. Nature is lost to us, specially to children.

Hamish Fulton in Il Giornale dell’Arte, n.392, 2018

 

Fulton, being the master of Walking Art, follows a “leave-no-trace ethic” about his walks; he doesn’t collect any materials of the routes he has taken with the aim to show them in galleries; however, he translates his actions in a large variety of media, combining descriptions based on written texts, photographs, illustrations and wooden sculptures communicating his walking experiences to the visitors. The term “Walking Artist” was invented by Fulton during the Seventies; he doesn’t define himself a Land Art artist, as well as he affirms that none of the two terms of “Walking Art” refers to any particular artistic mean or material; walking becomes the basis that creates his art; it places the artist in connection with Mother Earth. In another interview released to Il Giornale dell’Arte, in 2018, the artist sustains that he cares about another practice that connects him with the question of the environmental protection: the “Deep Ecology”, based on an “ecocentric” system of values that follows an environmental ethic, reflecting about the role of the human being as well as a part of the ecosphere.

 

In 2017, Fulton held a solo exhibition at the Galleria Michela Rizzo named Unlike a drawn line, a walking line can never be erased; in 2018, during Artissima show, he realized a Public Walk organized by Zurigo’s Häusler Contemporary and Galleria Michela Rizzo, in collaboration with Turin’s Accademia Albertina di Belle Arti and the Educational Department of Castello di Rivoli, Contemporary Art Museum. The project included two hundred people walking for an hour on the historical car track of the Lingotto Fiat.