HAMISH FULTON

Londra, 1946



Inaugurazione: mercoledì 10 maggio, ore 18
11 maggio - 15 luglio 2017

Hamish Fulton si definisce un walking artist. Tutta la sua arte nasce dalle camminate di cui ha fatto esperienza in prima persona. Era la metà degli anni Sessanta, quando Fulton decise che l’arte avrebbe dovuto avere a che fare con la vita, non con la produzione di oggetti, come ha affermato: “Un oggetto non può competere con un’esperienza”. Ha camminato in più di 25 paesi negli ultimi 50 anni: la sua prima ‘art walk’ risale al 2 Febbraio 1967. “Se non cammino, non posso fare un’opera d’arte” spiega Fulton. “Il coinvolgimento fisico della camminata crea una ricettività al paesaggio. Cammino sulla terra per essere a contatto con la natura. Una ‘road walk’ può trasformare il mondo quotidiano e dare un senso più elevato della storia umana”.
In occasione di UNLIKE A DRAWN LINE A WALKED LINE CAN NEVER BE ERASED, Hamish Fulton mette in mostra ciò che chiama “weaving”, ovvero camminate che si collegano ad altre camminate. Invisible Footsteps collega quattro precedenti camminate all’ ultima, percorsa a marzo di questo anno. Si parte dalla camminata sul vertice della Marmolada (Dolomiti) nel 2004; segue la camminata di sette giorni andata e ritorno a Bocca di Magra passando dal livello del mare alla cima del Monte Sagro fino a Carrara, località nota per l’estrazione del marmo, nel 2007 (Carrara).
Proseguiamo con la camminata di cinque giorni nel 2012, dalle montagne della Marmolada a Venezia, proprio dove nel 2016 Hamish Fulton ha organizzato una camminata di un’ora con 216 partecipanti attraversando avanti e indietro le storiche linee che caratterizzano la pavimentazione in pietra di Palazzo Ducale nel 2015. La più recente è la camminata di otto giorni: Hamish Fulton partendo da Bocca di Magra, e passando attraverso la Galleria del Seminario, è giunto a Venezia nella notte di luna piena (Not by car).
La prima mostra di Hamish Fulton con la Galleria Michela Rizzo è stata nel 2012 in un dialogo con Richard Nonas. Nel 2014 la galleria ha organizzato la sua camminata sul Monte Etna che si è concretizzata nella mostra personale Migrant Volcano, ospitata a Palazzo Platamone di Catania. L’anno successivo , nel 2015, la galleria ha organizzato la performance Repetitive Walk, successa a Palazzo Ducale a Venezia con 216 partecipanti.
Un ringraziamento a B&& Encanto D’Arlia , dove Hamish ha trascorso la sua prima notte in Italia in occasione della sua camminata da Bocca di Magra a Venezia (Marzo 2017).

ITA

Hamish Fulton (Londra, 1946). La sua particolare condizione artistica non permette di confinarlo all’interno di uno studio o una città particolare. Come walking artist, infatti, il suo studio e, più in generale, la sua “città”, sono i luoghi che visita grazie alle sue lunghe camminate che costituiscono il cuore pulsante delle sue opere.

 

Finora non ho mai camminato con uno smartphone. Diciamo che se per i camminatori il Gps di uno smartphone è utile (anche per salvarsi la vita), dal mio punto di vista, con il suo uso, siamo «persi». Persi per convenienza, persi per l’imposizione delle corporation tecnologiche, persi perché crea una dipendenza, persi nel nostro rifiuto meccanicistico della natura «selvaggia». Per tutto il tempo che concentriamo le attività umane nei nostri smartphone, siamo contemporaneamente e diametralmente opposti alla natura, guardiamo nella direzione opposta. La natura è persa per noi, specialmente per i bambini.

Hamish Fulton in Il Giornale dell’Arte, n.392, 2018

 

Fulton, maestro della Walking Art, segue un’etica che comprende il non lasciare tracce materiali delle sue camminate, non collezionando materiali dei percorsi che ha intrapreso per mostrarle nelle gallerie; tuttavia, traduce le sue azioni in una grande varietà di media, combinando descrizioni basate su testi scritti con fotografie, illustrazioni e sculture in legno per comunicare le sue esperienze di camminatore ai visitatori delle gallerie. Il termine “Walking Artist” è stato da lui stesso coniato negli anni Settanta; non si definisce un artista della Land Art, così come afferma che nessuno dei due termini scelti per definire la sua arte, faccia riferimento a un mezzo o un materiale artistico predefinito; il camminare diventa la base per creare la propria arte, per rimettere l’artista, e chi con lui decide di partecipare alla camminata, in connessione con la Madre Terra. In un’ulteriore intervista rilasciata al Giornale dell’Arte, nel 2018, Fulton afferma inoltre di avere a cuore un’altra pratica che lo connette anche alla questione della salvaguardia dell’ambiente: la Deep Ecology, basata su un sistema di valori “ecocentrico” che segue un’etica ambientale, riflettendo sul ruolo della vita umana come parte dell’ecosfera.

Nel 2017, l’artista ha tenuto una mostra personale alla Galleria Michela Rizzo, dal titolo Unlike a drawn line, a walking line can never be erased; nel 2018, in occasione di Artissima, ha realizzato un Public Walk organizzato da Häusler Contemporary di Zurigo e dalla Galleria Michela Rizzo, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea. Il progetto comprendeva che duecento persone camminassero per circa un’ora a distanze regolari in linee determinate sulla pista storica del Lingotto Fiat.

 

ENG

Hamish Fulton (London, 1946). His particular artistic condition doesn’t allow him to be restricted in an atelier or in a specific city. Indeed, we can call his city, or more specifically his atelier, the places that he visited through his long walks, heart of his works.

Until now, I never walked with a smartphone. we can say that if a smartphone Gps is useful for walkers (also because it can save lives), in my opinion, we are “lost” by means of its use. We are lost for convenience, for the imposition of the technological corporation, because it creates a dependence, we are lost in our mechanical rejection of the savage nature. For all the time we spent in the human activities by our smartphones, at the same time we are opposed to the nature, we watch in the opposite direction. Nature is lost to us, specially to children.

Hamish Fulton in Il Giornale dell’Arte, n.392, 2018

Fulton, being the master of Walking Art, follows a “leave-no-trace ethic” about his walks; he doesn’t collect any materials of the routes he has taken with the aim to show them in galleries; however, he translates his actions in a large variety of media, combining descriptions based on written texts, photographs, illustrations and wooden sculptures communicating his walking experiences to the visitors. The term “Walking Artist” was invented by Fulton during the Seventies; he doesn’t define himself a Land Art artist, as well as he affirms that none of the two terms of “Walking Art” refers to any particular artistic mean or material; walking becomes the basis that creates his art; it places the artist in connection with Mother Earth. In another interview released to Il Giornale dell’Arte, in 2018, the artist sustains that he cares about another practice that connects him with the question of the environmental protection: the “Deep Ecology”, based on an “ecocentric” system of values that follows an environmental ethic, reflecting about the role of the human being as well as a part of the ecosphere.

In 2017, Fulton held a solo exhibition at the Galleria Michela Rizzo named Unlike a drawn line, a walking line can never be erased; in 2018, during Artissima show, he realized a Public Walk organized by Zurigo’s Häusler Contemporary and Galleria Michela Rizzo, in collaboration with Turin’s Accademia Albertina di Belle Arti and the Educational Department of Castello di Rivoli, Contemporary Art Museum. The project included two hundred people walking for an hour on the historical car track of the Lingotto Fiat.