ANTONI MUNTADAS

Barcellona, 1942



Money Money Money
Denaro, valore, speculazione

Nanni Balestrini, Francesco Jodice, Andrea Mastrovito, Fabio Mauri, Antoni Muntadas, Cesare Pietroiusti, Lucio Pozzi, Aldo Runfola e Ryts Monet

A cura di Elena Forin

3 febbraio 2021 - 13 marzo 2021

Mar - Sab | 11.00 - 18.00

La Galleria Michela Rizzo inizia il percorso espositivo del 2021 misurandosi con il concetto di ‘valore’ e ni di costo.
A intersecare il ragionamento sull’opera e il suo valore è anche Cesare Pietroiusti che con Mangiare denaro - un’asta/Eating Money - an Auction, ideata e realizzata con Paul Griffiths, e in
generale con il ciclo Paradoxycal Economies, si sofferma su possibilità e varianti del tema dello scambio. La performance, svoltasi nel 2005 in Viafarini a Milano, metteva in scena un’asta in cui gli avventori potevano offrire una cifra corrispondente alla somma di due banconote (ad esempio 20€+10€, o 200€ e 100€ come nel caso di chi si era aggiudicato l’asta a Milano) e al miglior offerente spettava la vincita, ovvero la restituzione delle due banconote dopo essere state ingerite ed evacuate dagli artisti, unitamente a un certificato. Il denaro, in questa prospettiva, da semplice strumento/elemento di transazione diviene parte cruciale del processo artistico, facendo letteralmente coincidere l’azione con la sua dimensione economica: la pratica creativa, il valore dell’operazione, il senso stesso dello scambio e la dinamica dell’accordo sono integrati in un unico procedimento, attivato da un desiderio anch’esso sfaccettato, e che in questo caso ha a che fare con gioco, competizione, produzione, possesso, autenticità e acquisizione.

Il percorso costruito attraverso queste e altre opere degli autori menzionati, auspica una riconsiderazione del concetto di ‘valore’ a partire dagli innumerevoli fattori che queste straordinarie visioni fanno emergere. Le riflessioni spesso nascoste, latenti o invisibili nella gestione quotidiana del denaro, le forme di attenzione nei confronti di elementi spesso ritenuti neutrali, insieme a modalità di ricerca capaci di attivare una reciproca consapevolezza tra l’individuo e il sistema, costituiscono alcune delle azioni e strategie di Money Money Money. Un avvertimento, elaborato tramite l’arte visiva, per farci riflettere sui pericoli che si insinuano nella superficialità, spesso ingenua, con cui affrontiamo ogni giorno il tema del denaro.

Un ringraziamento speciale a Simone Frittelli.

 

 

Antoni Muntadas (Barcellona, 1942) è un artista multidisciplinare notoriamente conosciuto da tutti solo come Muntadas.

Dal 1971 vive e lavora a New York. E’ stato ricercatore presso il Center for Advanced Visual Studies al MIT (1977-1984). Ha insegnato e tenuto molti seminari in diverse istituzioni europee e statunitensi tra cui: National School of fine arts, Parigi;  Fine Arts Schools di Bordeaux e Grénoble, University of California di San Diego, Cooper Union di New York, University of Buenos Aires. Attualmente è Visiting Professor presso il Visual Arts Program nella School of Architecture del MIT a Cambridge e presso l’Università Iuav a Venezia. Il suo lavoro è stato esposto nelle seguenti istituzioni: Documenta VI (1977); la Whitney Biennal of American Art (1991); Documenta X (1997), la 51. Edizione della Biennale di Venezia (2005). Nel 2011 Il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid gli ha dedicato un’importante retrospettiva, Entre/Between, presendando il percorso dell’artista dagli anni ’70 a oggi. Nel 2012 la mostra è stata presentata a Parigi al Jeu de Paume. Ha ricevuto premi e riconoscimenti dalla Solomon R. Guggenheim Foundation, la Rockefeller Foundation, la Ars Electronica a Linz, il Laser d’Or a Locarno, il Premio Nacional de Artes Plàsticas nel 2005. Il più recente è il conferimento del Premio Velàsquez de las Artes Plàsticas (2009) dal Ministero spagnolo della Cultura. Muntadas è particolarmente noto per i suoi progetti che prevedono un uso artistico dei media e new media, in funzione sociale e politica. Durante la sua carriera si è misurato con la fotografia, video, pubblicazioni, internet, istallazioni e interventi urbani. Muntadas sottolinea come a ogni apparizione di un nuovo medium si creino molte aspettative e molte prospettive interessanti di uso creativo ma poi finiscono per prevalere i meccanismi dell’industria, del sistema politico ed economico che se non distruggono, sicuramente modificano e riducono tali aspettative iniziali. L’arte, secondo Muntadas, è un mix di percezione e informazione: la prima colpisce a livello emotivo mentre la seconda ci mette in relazione con la contemporaneità che già viviamo. Nel 2013 ha presentato a Venezia in concomitanza con la 55° Biennale di Arti Visive il progetto Protocolli Veneziani 1, alla Galleria Michela Rizzo.

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