ANTONI MUNTADAS

Barcellona, 1942



La Galleria Michela Rizzo per la prima volta in assoluto mette a confronto due artisti di importanza fondamentale del secondo Novecento/ primi anni del XXI secolo.La galleria veneziana infatti dopo aver lavorato, in più riprese, con entrambi gli artisti in passato e partendo da un’idea della curatrice Laura Cherubini, presenterà in concomitanza con la 58. Esposizione Internazionale d’Arte - la Biennale di Venezia, la mostra MAURI | MUNTADASdal 9 maggio al 31 agosto 2019, presso glispazi dell’ex-birrificio alla Giudecca.Pur nella diversità dell’approccio, il punto d’unione tra i due eclettici artisti è la peculiarità di indagare e analizzare le grandi questioni che riguardano il panorama sociale contemporaneo. Diverse le tematiche presentate in mostra, ma le parole chiave individuate, sono Potere e Manipolazione,che per Fabio Mauri è rappresentato dai regimi totalitari fascisti e nazisti mentre per Antoni Muntadas è individuabile nei meccanismi di propaganda e censura riscontrate nella società contemporanea.Tutti i lavori di Mauri e Muntadas si possono infatti considerare intrinsecamente politici.In particolare il territorio di ricerca di Fabio Mauri è la Storia che sempre si scontra e si incrocia con la sorte del singolo individuo, il quale immancabilmente sovrappone al destino comune e condiviso la coscienza, risultato della propria singolare esperienza. Un grande Schermo del 1970 aprirà la mostra: un monocromo che rappresenta il cinema e la televisione, schermo vuoto, disponibile ad accogliere ogni proiezione, 
emanazione di personali mondi interiori. Commenta lo stesso Mauri: “Perché nella mia mente lo schermo era come diventato un testimone della storia, una sorta di specchio opaco, ma capace di ritenere le proiezioni del mondo e contenerle...”.La situazione urbana (e i fenomeni contemporanei che vi avvengono ) è il campo d’azione, vasto e articolato cheAntoni Muntadas si è scelto. Nei suoi interventi pur utilizzando diversi linguaggi, l’artista mantiene sempre costanti la critica, l’analisi ai sistemi di rappresentazione e informazione. Muntadas analizza le forme di potere, dedicando particolare attenzione alle forme occulte o poco evidenti con le quali il potere spesso si manifesta eagisce.
Più che attraverso la realizzazione di opere fatte e finite, lavora proponendoal pubblico artefatti che richiedono il contributo attivo dello spettatore. Emblematico il grande banner, Attenzione: La Percezione Richiede Impegno, che la Galleria Michela Rizzo riporta dopo diversi anni a Venezia, e che fu statement del Padiglione Spagnolo nel 2005.La mostra include una serie di lavori iconoci, ma anche opere inedite di Fabio Mauri e lavori storici di Antoni Muntadas mai esposti in Italia. Il lavoro dei due artisti è tuttora insuperato, inesauribile fonte diriflessione per l’osservatore – disposto ad impegnarsi – e di ispirazione per gliartisti, attratti dalla capacità di condensare soluzioni formalmente semplici ad una densa carica semantica e progettuale.

Antoni Muntadas (nato nel 1942 a Barcellona) è un artista multidisciplinare notoriamente conosciuto da tutti solo come Muntadas.

Dal 1971 vive e lavora a New York. E’ stato ricercatore presso il Center for Advanced Visual Studies al MIT (1977-1984). Ha insegnato e tenuto molti seminari in diverse istituzioni europee e statunitensi tra cui: National School of fine arts , Parigi;  Fine Arts Schools di Bordeaux e Grénoble, University of California di San Diego, Cooper Union di New York, University of Buenos Aires. Attualmente è Visiting Professor presso il Visual Arts Program nella School of Architecture del MIT a Cambridge e presso l’Università Iuav a Venezia. Il suo lavoro è stato esposto nelle seguenti istituzioni: Documenta VI (1977); la Whitney Biennal of American Art (1991); Documenta X (1997), la 51. Edizione della Biennale di Venezia (2005). Nel 2011 Il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid gli ha dedicato un’importante retrospettiva, Entre/Between, presendando il percorso dell’artista dagli anni ’70 a oggi. Nel 2012 la mostra è stata presentata a Parigi al Jeu de Paume. Ha ricevuto premi e riconoscimenti dalla Solomon R. Guggenheim Foundation , la Rockefeller Foundation , la Ars Electronica a Linz, il Laser d’Or a Locarno, il Premio Nacional de Artes Plàsticas nel 2005. Il più recente è il conferimento del Premio Velàsquez de las Artes Plàsticas (2009) dal Ministero spagnolo della Cultura. Muntadas è particolarmente noto per i suoi progetti che prevedono un uso artistico dei media e new media, in funzione sociale e politica. Durante la sua carriera si è misurato con la fotografia , video, pubblicazioni, internet , istallazioni e interventi urbani. Muntadas sottolinea come a ogni apparizione di un nuovo medium si creino molte aspettative e molte prospettive interessanti di uso creativo ma poi finiscono per prevalere i meccanismi dell’industria, del sistema politico ed economico che se non distruggono, sicuramente modificano e riducono tali aspettative iniziali. L’arte, secondo Muntadas, è un mix di percezione e informazione : la prima colpisce a livello emotivo mentre la seconda ci mette in relazione con la contemporaneità che già viviamo. Nel 2013 ha presentato a Venezia in concomitanza con la 55° Biennale di Arti Visive il progetto Protocolli Veneziani 1, alla Galleria Michela Rizzo.

 

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