ALESSANDRO SAMBINI

Rovigo, 1982



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Poco dopo l’inizio della quarantena, la Galleria Michela Rizzo ha sentito la necessità di creare un gruppo di lavoro per analizzare il momento storico della pandemia.

Gli artisti Matthew Attard, Francesco Jodice, Ryts Monet, Antoni Muntadas, David Rickard, Alessandro Sambini e Mariateresa Sartori, i curatori Elena Forin e Denis Isaia e la web designer Simona Bariselli si sono incontrati su Skype ogni settimana insieme a Michela Rizzo per confrontarsi sulle urgenze di questo momento così drammaticamente eccezionale e inaspettato.

Re-Index è un sito internet che raccoglie testi, opere e testimonianze video dei partecipanti dando vita a riflessioni e visioni condivise, proposte, analisi e discussioni.

Jodice, Sambini e Bariselli a Milano, Monet a Vienna, Sartori e Rizzo a Venezia, Forin a Parma, Rickard a Londra, Attard a Edimburgo, Isaia a Rovereto, e Muntadas a San Paolo in Brasile con connessioni praticamente impossibili e il dubbio di poter tornare a New York: non solo luoghi, ma anche scenari diversissimi da cui sono scaturiti modi e tempi non omogenei.

Da questi incontri nel contesto della reclusione, sono nate innanzitutto delle domande: che effetto ha l’isolamento sui linguaggi artistici? E qual è l’impatto sulle visioni e sullo sviluppo degli immaginari? Quali canali sono possibili e quali (o chi) sono i destinatari del lavoro artistico? E infine, che natura hanno lo spazio e il tempo nell’isolamento?

Re-Index è un tentativo di dare delle risposte a questi interrogativi attraverso il lavoro artistico, la riflessione critica, le modalità di condivisione dei progetti, la comunicazione e l’avvicinamento tra le varie figure del mondo dell’arte.

Per rendere possibile la fruizione di questa mappa trasversale di idee e contributi,  Re-Index ha preso la forma di un sito internet strutturato come l’indice di un libro. I vari capitoli raccolgono i contenuti sviluppati all’interno di questo dibattito, ma la struttura di Re-Index resta aperta all’introduzione di nuovi paragrafi fino alla fine della quarantena: questa è una storia che stiamo scrivendo e che quotidianamente può comporre nuovi panorami, soluzioni e prospettive.

Per accedere alla mostra, clicca sull'immagine!

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Poco dopo l’inizio della quarantena, la Galleria Michela Rizzo ha sentito la necessità di creare un gruppo di lavoro per analizzare il momento storico della pandemia.

Gli artisti Matthew Attard, Francesco Jodice, Ryts Monet, Antoni Muntadas, David Rickard, Alessandro Sambini e Mariateresa Sartori, i curatori Elena Forin e Denis Isaia e la web designer Simona Bariselli si sono incontrati su Skype ogni settimana insieme a Michela Rizzo per confrontarsi sulle urgenze di questo momento così drammaticamente eccezionale e inaspettato.

Re-Index è un sito internet che raccoglie testi, opere e testimonianze video dei partecipanti dando vita a riflessioni e visioni condivise, proposte, analisi e discussioni.

Jodice, Sambini e Bariselli a Milano, Monet a Vienna, Sartori e Rizzo a Venezia, Forin a Parma, Rickard a Londra, Attard a Edimburgo, Isaia a Rovereto, e Muntadas a San Paolo in Brasile con connessioni praticamente impossibili e il dubbio di poter tornare a New York: non solo luoghi, ma anche scenari diversissimi da cui sono scaturiti modi e tempi non omogenei.

Da questi incontri nel contesto della reclusione, sono nate innanzitutto delle domande: che effetto ha l’isolamento sui linguaggi artistici? E qual è l’impatto sulle visioni e sullo sviluppo degli immaginari? Quali canali sono possibili e quali (o chi) sono i destinatari del lavoro artistico? E infine, che natura hanno lo spazio e il tempo nell’isolamento?

Re-Index è un tentativo di dare delle risposte a questi interrogativi attraverso il lavoro artistico, la riflessione critica, le modalità di condivisione dei progetti, la comunicazione e l’avvicinamento tra le varie figure del mondo dell’arte.

Per rendere possibile la fruizione di questa mappa trasversale di idee e contributi,  Re-Index ha preso la forma di un sito internet strutturato come l’indice di un libro. I vari capitoli raccolgono i contenuti sviluppati all’interno di questo dibattito, ma la struttura di Re-Index resta aperta all’introduzione di nuovi paragrafi fino alla fine della quarantena: questa è una storia che stiamo scrivendo e che quotidianamente può comporre nuovi panorami, soluzioni e prospettive.

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ITA

Alessandro Sambini (Rovigo, 1982).

Nato a Rovigo nel 1982, vive e lavora a Milano. Dopo aver conseguito una laurea in Design e arti presso la Libera Università di Bolzano e un MA in Research Architecture all’interno del dipartimento di Visual Cultures presso il Goldsmiths’ College a Londra, si trasferisce a Milano. Qui inizia a lavorare con la fotografia, il video e altri supporti multimediali e a interrogarsi sulle necessità e sulle modalità che regolano la produzione di nuove immagini, la loro circolazione e diffusione e sui diversi ambiti di relazione tra l’immagine stessa e il suo pubblico. Dal 2019 lavora alla performance pubblica 1624, curata da Elena Forin e al progetto MARIO. Nel 2017 ha partecipato alla collettiva Fuocoapaesaggio curata da Dolomiti Contemporanee ed è stato selezionato per partecipare a Plat(t)form 2017 al Fotomuseum di Winterthur; nel 2016 il Fondo Privato Acquisizioni per l’arte contemporanea di ArtVerona ha selezionato l’opera People at an exhibition per l'acquisizione e il deposito presso MA*GA, Gallarate. La stessa opera è stata presentata in occasione dell’omonima mostra personale curata da Denis Isaia a Luglio 2016 presso Galleria Michela Rizzo. Nello stesso anno partecipa alla mostra collettiva Stories From the Edge, a cura di Francesca Lazzarini, presso la Kunsthaus di Graz (Austria) e alla mostra On New Italian Photography, curata da Fantom nella galleria Viasaterna (Milano 2016). I progetti dell’artista sono stati inoltre presentati in occasione di: Foto/Industria, 2a Biennale di Fotografia Industriale a cura di François Hébel, presso il MAST (Bologna, 2015); Flags, presso la Serra dei Giardini, a cura di Elena Forin (Venezia, 2014); Lo Spettatore Emancipato, a cura di Angela Madesani, presso la Galleria Giovanni Bonelli (Milano, 2014). Ha collaborato con diverse istituzioni, tra cui MUSEION, FORMA, MUFOCO, MAST, MA*GA e Triennale di Milano; nel 2009 ha vinto il XXIII Premio Gallarate Per Le Arti Visive, Terzo Paesaggio. Fotografia Italiana Oggi ed è stato finalista nel premio GD4PhotoArt, promosso da fondazione MAST. È co-fondatore del collettivo POIUYT e le sue opere sono nelle collezioni del MAGA, MUFOCO e Fondazione MAST.

 

ENG

Alessandro Sambini (Rovigo, 1982).

Born in Rovigo in 1982, he lives and works in Milan. After obtaining a degree in Design and Arts from the Free University of Bolzano and an MA in Research Architecture within the Visual Cultures department at Goldsmiths' College in London, he moved to Milan. Here he began to work with photography, video and other multimedia supports and to question the needs and methods that regulate the production of new images, their circulation and diffusion and the different areas of relationship between the image itself and its public. Since 2019 he has been working on the public performance 1624, curated by Elena Forin and on project MARIO. In 2017 he participated in the collective exhibition Fuocoapaesaggio curated by Dolomiti Contemporanee and was selected to participate in Plat(t)form 2017 at the Fotomuseum in Winterthur; in 2016 the Fondo Privato Acquisizioni per l’arte contemporanea of ArtVerona selected the work People at an exhibition for acquisition and deposit at MA*GA, Gallarate. The same work was presented on the occasion of the solo exhibition of the same name curated by Denis Isaia in July 2016 at Galleria Michela Rizzo. In the same year he participated in the group show Stories From the Edge, curated by Francesca Lazzarini, at the Kunsthaus in Graz (Austria) and in the exhibition On New Italian Photography, curated by Fantom at the Viasaterna Gallery (Milan 2016). The artist's projects were also presented during: Foto/Industria, 2nd Biennial of Industrial Photography, curated by François Hébel, at MAST (Bologna, 2015); Flags, at Serra dei Giardini, curated by Elena Forin (Venice, 2014); Lo Spettatore Emancipato, curated by Angela Madesani, at Galleria Giovanni Bonelli (Milan, 2014). He has collaborated with various institutions, including MUSEION, FORMA, MUFOCO, MAST, MA*GA and Triennale di Milano; in 2009 he won the XXIII Premio Gallarate Per Le Arti Visive, Terzo Paesaggio. Fotografia Italiana Oggi and was a finalist in the GD4PhotoArt award, promoted by MAST. He is co-founder of the collective POIUYT and his works are in the collections of MAGA, MUFOCO and Fondazione MAST.