[…]
Prima di morire la madre di Katschen gli raccontò del
Ciclope:
«Chi vede con i due occhi», ella disse, «quando
quello che vede è doloroso ne chiude uno. E se rimane addolorato,
per quello che ha visto con entrambi gli occhi, li chiude tutti e
due. Ma il Ciclope, invece, non chiude mai il suo unico occhio».
Ascoltando queste parole, Katschen chiuse un’occhio e non gli
sembrò vi fosse una gran differenza tra quello che vedeva
con un solo occhio e quello che vedeva con entrambi. Poi chiuse anche
l’occhio rimasto aperto e pensò: «Ora non vedrò mai
più». E a questo punto si aprì un occhio sulla
sua fronte. Quello che vedeva non era chiaro ma aveva una trasparenza
che nell’altro modo di guardare non c’era. Katschen si
guardò allo specchio e non vedendo l’occhio sulla sua
fronte, richiuse nuovamente gli occhi e subito ebbe certezza che
l’altro occhio era lì, sulla sua fronte. Da quel giorno
sapeva di essere un Ciclope e guardando gli altri cercava di vedere
se avessero anch’essi un occhio sulla fronte. […]
estratto da:
Yoel Hoffmann, Katschen and The Book of Joseph, New Directions,
New York, 1999.
il Ciclope, video quicktime –>
2'50",
(consigliata linea adsl)
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