Anche nel mondo trasversale dell’arte a volte
occorre misurarsi non solo con la realtà psicologica o sentimentale
delle cose ma con la loro presenza tangibile e intelligente. Nel
lavoro di Aldo Runfola questa presenza è la conferma che la
distanza esistente tra gli uomini e le cose può essere colmata.
[…]
Gli oggetti non sillabano alcun metalinguaggio, sono pura diffusione senza alterazione.
Carta da parati e scritte si riconoscono per ciò che sono annullando ogni
irriducibile allontanamento e scarto concettuale. In questo punto sta la differenza
cardinale. Nessuna annessione alla realtà esterna del pensiero. […]
Creare uno spazio di riflessione e di incontro è l’operazione sovrana,
estremizzare i termini del confronto fino al punto in cui l’esperienza,
giunta al limite, anziché condurre alla perdita di sé e della propria
identità, sovverte il sistema di regole e instaura un ordine alternativo.
Martina Cavallarin
ottobre 2005
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