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L'essenza della fotografia è di
rappresentare la realtà come è, quindi queste opere
fanno esattamente il contrario dato che io presento delle immagini
che si basano su comunioni immaginarie.
Queste simulazioni si
basano sull'amore, ammirazione e perfino desiderio. Una pratica
che potrebbe operare come un odore: lo annusiamo per ricordare
sensazioni molteplici. Per prima c'è un'articolata performance
fotografica intitolata Skin Deep.
La rappresentazione qui è il
corpo dell'artista come parte del paesaggio. Per questo lavoro
ho scelto uno specifico lino stampato. Lino puro viene da una
pianta e in questo caso, la flora è stampata
su di esso, così che un doppio valore è già presente,
una pianta che rappresenta una pianta. Successivamente, ho avvolto,
coperto o dipinto il mio corpo con lo stesso pattern del tessuto
e rappresentato me stessa come parte di quel paesaggio.
Qui il paesaggio scelto è sempre più grande
del corpo dell'artista come se il corpo stesse cercando di essere
completamente preso dal paesaggio.
Questa mostra include anche
un gruppo di lavori in cui rappresento animali, simulazioni come
se fossi nella loro pelle. La motivazione iniziale per questi
lavori era quella di rispondere alla mia relazione personale
con il mondo animale. Per costruire questi caratteri, ho studiato
e osservato gli animali (Salamandra) o in altri casi ho
avuto una relazione a lungo termine con loro (Birdman,
Papagallo).
Alcune immagini sono ispirate alla letteratura (Gnome)
e altre sono uscite dai miei sogni (Dawn).
C'è poi la scelta
del posto. Se necessito silenzio "dietro
la scena Performatica" allora scelgo uno sfondo di terreno nero
di interni; se invece ho bisogno di esterni mi reco in uno specifico
ambiente naturale.
Poi c'è il rito del trucco o del costume
per produrre il lavoro. Questo processo è molto simile
alla recitazione, si deve veramente entrare nel carattere. Una
volta che la performance e la registrazione fotografica sono
terminate, permane in me un senso molto particolare che mi accompagna
tutto il giorno e poi durante il sonno.
Rivedere questo insieme
di lavori mi fa riflettere su una certa vulnerabilità.
Nella prospettiva dell'esistenza universale scelgo il punto
di vista della natura e pertanto mi preoccupo. Rimarrò qui
come l'uomo uccello (Birdman), vigilante ma anche in ammirazione
della quiete dei boschi solitari in un giorno gelato.
Cecilia Paredes
Philadelphia, Gennaio 2008
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