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Davide Baroggi    
     
Presentazione per la mostra di Davide Baroggi
a cura di Martina Cavallarin
Galleria Michela Rizzo - Venezia
in collaborazione con la Galleria L’Affiche - Milano
Febbraio 2005


L’arte contemporanea, a volte, è il passaggio di una domanda che si scompone nell’effetto prismatico della seduzione. Altre volte l’effetto accattivante viene schivato e prende il sopravvento una maggiore e più diretta drammaticità. E’, quest’ultimo, il caso di Davide Baroggi. Lui avverte l’ineluttabilità della necessità, e dipinge.
Stende campiture estese di colore, una dopo l’altra, e il paesaggio stratificato si srotola sulla tela. La sua realtà si svela. Ecco il suo proprio modo di rispondere a una domanda.
Nella mostra alla Galleria Michela Rizzo sono presentati una serie di dipinti: paesaggi e figure, nudi e orizzonti.
Davide Baroggi nasce a Cannobio, sul Lago Maggiore, nel 1974. Vive e lavora a Pavia. La sua arte parte dall’esame di ciò che lo circonda, mondo quotidiano, campagne, strade, volti e corpi.
La sua prima personale si tiene alla Galleria L’Affiche di Milano nel 2002 e il cammino prosegue fino alla partecipazione alla XIV Quadriennale di Torino nel 2004 e alla mostra Fuori di cuore del 2005 allo Spazio Symphonia di Milano.
… le vene e i polsi ha, letteralmente, il suo rimando nella Divina Commedia dantesca ma è anche un modo di intendere l’arte di Baroggi, una pittura a olio di pancia e di cuore, espressionista, nordica nel modo di affrontare il colore, psichica nell’interpretazione delle figure, viscerale ed emotiva.
La mostra si avvale di opere di grande formato: il bacio, un lavoro emozionante di 148x200 cm in cui, tra i toni del rosso, blu e nero le figure si stringono e dagli occhi dell’uomo scendono lacrime di sangue. Un modo personale e sentito dell’artista di svelare i sentimenti che lo attanagliano. Nudo, 140x200 cm, in cui la figura sembra lacerata attraverso le sfumature e la forza emotiva del colore. Altre tele di formato più piccolo definiscono il percorso della mostra. Sempre tra emozioni forti, figure da indagare e attraversare, corpi deformati nella loro posa, volutamente incompiuti o debordanti, paesaggi studiati e reinventati. Un “modo e un perché” che rendono il tocco pittorico di Baroggi di assoluta rilevanza nel panorama dei giovani artisti italiani contemporanei.

Martina Cavallarin
Gennaio 2005


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