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La metamorfosi dell’arte
di Lucio è compresa nella sua stessa estetica pittorica:
una particolare fotosensibilità che si trasfigura continuamente
nel passaggio dalla luce all’ombra e dall’ombra alla
luce. Sia che i colori del cielo o della laguna, le tinte della
sfera terracquea lascino intuire figure volti espressioni a tratti
inquietanti; sia che le fluorescenze accendano antropomorfe presenze
improvvise sotto l’onda della Wood light; sia quando
dal cosmo oscuro, nero assoluto o blu profondo traspaiono sciabolate
luminose sotto forma di venti carichi di polvere argentea, dalle
quali emergono riflessi dorati, incantevoli tracce di esterni/interni,
paesaggi stellari o soli cruciali.
Nelle sue fotometamorfosi la sensibilità estetica di Lucio ha consapevolmente
assimilato e trasceso la stessa lezione di Vedova, come tensione verso la percezione
della profondità, «necessità di far crescere le antenne,
di coltivare il radar interiore».
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Luca Muscará, 2006
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