16. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia: Kateřina Šedá

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L’assenza della vita normale nei centri delle città turisticamente popolari. Questo è il tema del progetto al quale sta lavorando Kateřina Šedá per la 16. Mostra Internazionale di Architettura a Venezia. Il padiglione espositivo ceco-slovacco diventerà la sede fittizia della compagnia UNES-CO la quale si pone come obiettivo: far tornare la vita normale nei centri spopolati delle città storiche.

"Le case nelle quali non vive nessuno. I negozi che non servono a nessuno. Le vie nelle quali la gente non si incontra ma si evita a vicenda. Questa può essere la caratteristica dei posti socialmente esclusi ma anche la caratteristica dei posti più belli al mondo iscritti sulla lista del patrimonio dell’umanità UNESCO. Queste somiglianze e uguaglianze dei posti diametralmente differenti mi hanno ispirato per il progetto che registra dei problemi connessi con l’aumento del turismo", dice Kateřina Šedá. 

La prima città scelta dall’autore, per ‘riscaldarla’ (renderla più accogliente), è diventata Český Krumlov; piccola città con tredici mila abitanti nel sud della Repubblica Ceca. Annualmente la visita più di un milione di visitatori che porta al trasloco graduale dei cittadini fuori dal centro storico. Nelle case dove prima si viveva oggi ci si trovano alberghi, ristoranti o negozi con merce turistiche. Di gente locale nel centro vivono solo alcune persone. Questo è il destino che molti predicono nel futuro non lontano anche a Venezia. 

Il progetto di Kateřina Šedá – compagnia UNES-CO – proverà a invertire questo trend e mostrare le possibili soluzioni. Ad alcune famiglie offrirà non solo l’abitazione per un periodo iniziale ma soprattutto un salario per lo svolgimento della ‘vita normale’ nel centro città. A Venezia nel padiglione ceco-slovacco nascerà la sede di questa iniziativa. Qui sarà possibile dare un’occhiata ai materiali con l’offerta di ‘attività normali’ e la trasmissione diretta dalle vie di Český Krumlov dove si svolgerà la prova del: far tornare la vita normale nelle vie di Český Krumlov. 

Il tentativo dell’artista non consiste solo nell’avvisare dei problemi connessi con l’estremo aumento del turismo ma soprattutto portare alle parti interessate le soluzioni concrete. L’elemento importante del progetto è il visitatore stesso. “il mio obiettivo non è di criticare il turismo ma trovare il modo come fermare lo straniero e farne per un momento un paesano. Io sguardo da uomo a uomo – è la chiave di volta come cambiare la località esclusa in un posto comune” aggiunge Kateřina Šedá.